Ossiuri: come liberarsene in modo naturale

Ossiuri: come liberarsene in modo naturale

Gli ossiuri sono vermi parassiti che si trovano frequentemente nell’intestino degli esseri umani. Convivere con alcuni ossiuri, cioè con una carica parassitaria bassa o trascurabile, può non dare sintomi. Il fatto che gli ossiuri prendano il sopravvento, riproducendosi in abbondanza, però, irrita non solo tutto l’intestino ma anche il sistema nervoso.

Gli ossiuri irritano non solo tutto l’intestino ma anche il sistema nervoso

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In questo articolo ho scelto di concentrarmi sugli ossiuri per due motivi. Primo: sono tra le parassitosi intestinali più diffuse. Secondo: sono abbinati a tutta una serie di disturbi molto fastidiosi. Leggendo questo articolo scoprirai cosa dice l’infettivologia a proposito di come si prendono gli ossiuri e di quali sintomi accusa generalmente il paziente. Ma imparerai anche come puoi liberartene in modo naturale e quale può essere la ragione profonda alla base di una parassitosi ricorrente.

Da dove arrivano gli ossiuri

A differenza di quello che potremmo pensare, prendere gli ossiuri non è affatto difficile o raro. Soprattutto se in casa ci sono dei bambini in età scolare o prescolare, oppure se amiamo fare giardinaggio. Ma gli ossiuri possono entrare nel nostro organismo anche quando consumiamo del cibo contaminato, in particolare carne e pesce crudi. Il contagio tra persone è molto facile, possono bastare asciugamani e lenzuola infette.

Come sono fatti gli ossiuri

Gli ossiuri, nome scientifico Enterobius vermicularis, sono piccoli vermi parassiti sottili, bianchi, cilindrici, lunghi pochi millimetri. Possono essere visti nelle feci anche a occhio nudo. L’infezione da ossiuri è chiamata pure ossiuriasi o enterobiasi. È diffusa in tutto il mondo e colpisce sia l’intestino crasso sia la zona anale.

L’infezione da ossiuri è diffusa in tutto il mondo

Gli ossiuri, di fatto, si nutrono del cibo che ingerisci, assorbendo al posto tuo le sostanze nutritive. Ecco perché uno dei sintomi è il bisogno di mangiare di più. Non solo: quando la parassitosi è in stato avanzato si può perdere peso.

Cosa fanno gli ossiuri

Quando le uova arrivano nella bocca, ad esempio dopo una sessione di giardinaggio se ci si porta le mani alla bocca prima di lavarle, oppure toccando lenzuola, asciugamani o indumenti sporchi, scendono nel tubo digerente per poi schiudersi nel duodeno. Le larve migrano fino all’intestino cieco, dove si attaccano e diventano vermi adulti.

Questi ultimi vivono e si riproducono in prossimità dell’ano. Tanto che spesso è possibile vederli nelle feci o accertarsi della loro presenza tramite il cosiddetto scotch test.

I sintomi della parassitosi da ossiuri

L‘abitudine di questi vermi di depositare le uova in zona perianale provoca un intenso prurito sia all’ano sia, spesso, alla vagina o allo scroto. Il prurito anale è il sintomo più forte ed evidente. Tra gli altri sintomi ci sono irritabilità, nervosismo e insonnia, perché gli ossiuri, come ho già accennato, influenzano il sistema nervoso. I disturbi del sonno diventano intensi soprattutto nei giorni di luna piena. Si possono anche accusare, ad esempio, stanchezza e digrignamento dei denti.

Gli ossiuri, inoltre, possono modificare gli equilibri interni all’intestino, stimolandolo a reagire con maggiore intensità alle aggressioni di virus, batteri e sostanze ingerite. Di fatto amplificano lo stato infiammatorio dell’apparato digerente. Ecco perché si può anche sperimentare dolore addominale, perdita di appetito e di peso.

Gli ossiuri possono stimolare l’intestino a reagire con violenza ad altre patologie

Cosa fare per liberarsi dagli ossiuri

L’approccio convenzionale dice che eliminare gli ossiuri è possibile, con attenzione e pazienza. E sarebbe ideale, una volta scelta la cura da seguire, farla assieme a tutta la famiglia. I medici consigliano in genere di disinfettare con un lavaggio ad alte temperature biancheria intima, lenzuola, asciugamani ed eventuali giocattoli. Le uova di ossiuri, infatti, possono sopravvivere fino a due settimane sugli oggetti. E per quanto riguarda la prevenzione? Lavare frequentemente e accuratamente le mani è sempre di aiuto.

Questione di predisposizione?

A questo punto ritengo importante sottolineare una cosa che la medicina convenzionale di solito non prende in considerazione.

Pulire l’intestino favorisce un terreno sfavorevole ai parassiti

In passato la medicina popolare “prescriveva” di sottoporsi a una purga almeno una volta l’anno. Proprio perché si intuiva (senza bisogno di prove scientifiche) che pulire l’intestino serviva non solo a eliminare eventuali parassiti ma anche a migliorare lo stato complessivo di salute.

Un lavaggio accurato degli intestini è una delle prime azioni utili per eliminare i parassiti. I vermi adulti vengono disturbati e allontanati con clisteri, purghe o altre pratiche ancora più efficaci, come lo Shank Prakshalana. Ai lavaggi è possibile associare altre cure naturali, che aiutano a eliminare gli ultimi ossiuri rimasti e ripristinare l’equilibrio della flora intestinale.

Un lavaggio accurato degli intestini è una delle prime azioni utili per eliminare i parassiti

Ovviamente la medicina convenzionale offre i suoi rimedi. Chi non se la sente di fare una purga o un lavaggio, può affidarsi alla farmacopea o ai metodi naturali che impiegano, ad esempio, l’alimentazione, olii essenziali e/o integratori a base di inulina e fermenti lattici. Va però tenuto conto del fatto che l’azione meccanica della pulizia dell’intestino accelera notevolmente l’eliminazione degli ossiuri e favorisce l’efficacia di altri trattamenti.

Il test fai da te della saliva

Poiché sono convinta che sia molto utile e benefico integrare diversi approcci, ti propongo un test fai da te. In questo modo non dovrai affidarti per forza a un laboratorio. Inoltre, voglio condividere con te dei metodi per liberarti dagli ossiuri in modo naturale, attraverso l’alimentazione e la Biopsicogenealogia.

Puoi scoprire facilmente da solo se ci sono vermi parassiti indesiderati nel tuo apparato digerente. La mattina, a digiuno (prima di aver mangiato o bevuto qualunque cosa), ti invito a riempire un bicchiere di vetro trasparente di acqua. Accumula in bocca più saliva possibile e poi sputala nel bicchiere, che va appoggiato su un piano. Lascia riposare qualche minuto e osserva.

Se non ci sono parassiti, o se comunque la loro quantità è trascurabile, la saliva galleggerà in superficie. Se invece ci sono dei parassiti, la saliva apparirà filamentosa. Questi filamenti in parte continueranno a galleggiare e in parte affonderanno o si fermeranno a metà strada, all’interno dell’acqua nel bicchiere. Quando il test è negativo ripetilo per sicurezza nei giorni di luna piena.

Se il test è positivo

Il test è positivo? Puoi affidarti a un ottimo “metodo della nonna” per liberare gli intestini dagli ossiuri: la vellutata di zucca anti ossiuri. Prepara una vellutata di zucca che puoi condire con aglio crudo. Macina 10 semi di zucca freschi interi (per persona), da aggiungere al primo cucchiaio di vellutata di zucca ingerito. Ti consiglio di non mettere i semi macinati direttamente nel piatto, così solo il primo cucchiaio sarà croccante mentre il resto della vellutata conserverà la sua consistenza cremosa.

Una vellutata di zucca con semi freschi interi, mangiata nei giorni di luna piena e nuova, aiuta a eliminare gli ossiuri

Questa ricetta va gustata nei giorni di Luna piena e Luna nera (o nuova) per 3 mesi. Può anche diventare una buona abitudine “preventiva” per coccolare l’intestino e promuovere le difese immunitarie. Mangia la vellutata con semi crudi nei giorni giusti ogni anno, dalla metà del mese di agosto fino alla metà di dicembre.

Come puoi immaginare, questo rimedio della nonna contro gli ossiuri, benché funga già di per sé da lassativo, viene potenziato se eseguito dopo un lavaggio accurato degli intestini.

Un aiuto concreto dall’alimentazione quotidiana

Gli alimenti ricchi di probiotici tipici dei cibi fermentati (tè kombucha, miso, kefir, tempeh e crauti, per esempio) stimolano la crescita della flora batterica benefica all’interno dell’intestino, andando a rafforzare le naturali difese del tuo organismo e creando un ambiente sgradevole per gli ossiuri.

Meglio evitare gli zuccheri semplici e assumere invece frutta e verdura in quantità: una dieta ricca di fibre contribuisce a mantenere gli intestini puliti eliminando di volta in volta gli ossiuri presenti.

Biopsicogenealogia nella pratica

Ora che abbiamo fatto un breve riassunto su cosa sono gli ossiuri e quali sono le terapie che possono aiutare a eliminarli dall’organismo, voglio condividere con te un caso clinico nel quale è stato necessario e utile integrare l’approccio della Biopsicogenealogia.

Qualche anno fa una persona, chiamiamola Antonella, ha partecipato a un mio incontro di gruppo dal titolo Capire la malattia. Insieme a lei c’erano anche sua sorella e sua madre, che chiameremo Irene.

Antonella mi racconta che soffre da decine di anni di prurito anale dovuto agli ossiuri. La stessa cosa capita anche a sua sorella e a suo fratello, ma in modo meno invalidante. Nonostante i trattamenti regolari (con farmaci e integratori naturali) il prurito anale si ripresenta sistematicamente, svegliando Antonella in piena notte. Quando sente il prurito riesce sempre anche a identificare i parassiti.

Antonella ha già provato di tutto, dalla medicina convenzionale alla naturopatia. È anche intervenuta sull’alimentazione. I farmaci la aiutano per un breve periodo ma il problema si ripresenta regolarmente.

Cosa ci dice il sintomo?

Come ho già sottolineato più volte sulle pagine di questo blog, il mio ragionamento, di fronte a una malattia o a un sintomo, è sempre lo stesso. Sintomi e malattie sono un messaggio dal corpo, che è competente e sta provando a risolvere un problema di cui noi non siamo razionalmente consapevoli.

Nel caso di Antonella ho posto ad alta voce questa domanda: perché il corpo tollera questi parassiti e ne impedisce l’eliminazione? Avrebbe la possibilità di debellarli mentre invece si lascia invadere.

Indagare nella vita personale del paziente e nella genealogia permette di risalire alla radice profonda dei sintomi

Quello che abbiamo fatto è stato indagare nella vita personale e nella genealogia di Antonella, a caccia di un evento in cui è stato necessario tollerare un invasore.

Quando la risposta viene dal passato

La mamma di Antonella, Irene, ci racconta che sua madre, durante la guerra, quando lei aveva meno di due anni, si era trovata faccia a faccia con due uomini, soldati nemici, che avevano bussato alla porta di casa stanchi e affamati. Intimorita, la madre di Irene era stata costretta a dare ospitalità e cibo agli invasori. Poco prima di andare a letto, però, i soldati avevano preso in ostaggio Irene, minacciando di ucciderla qualora fossero stati denunciati.

La madre di Irene era stata costretta a dare ospitalità e cibo ai soldati nemici

I due spaventarono a morte la famiglia di Irene: avrebbero rivisto la bambina l’indomani solo se tutto fosse andato liscio. Possiamo immaginare la notte di terrore vissuta dai genitori di Irene (nonni di Antonella). La mattina dopo, fortunatamente, i soldati rispettarono la parola data, restituendo la piccola, sana e salva.

Mentre Irene raccontava l’accaduto, madre e figlie (all’oscuro dell’evento) hanno condiviso intense emozioni, accompagnate da numerosi brividi. Spesso i brividi accompagnano le prese di coscienza importanti. A quanto pare, Irene non ricordava il racconto di quella notte, il fatto le è tornato in mente in occasione della mia domanda.

Spesso i brividi accompagnano le prese di coscienza importanti

Cosa possiamo imparare?

Dal caso di Antonella puoi comprendere facilmente perché il suo corpo sentiva la necessità di tollerare gli invasori, ovvero gli ossiuri. In Antonella era attivo un programma inconscio. Ospitare i soldati aveva salvato la vita di Irene permettendo la nascita di una nuova generazione: Antonella, sua sorella e suo fratello.

Nelle settimane successive al laboratorio e alla rivelazione di Irene, Antonella mi ha riferito che il prurito anale era sparito e che l’infezione da parassiti sembrava risolta. Cosa che mi ha confermato anche a distanza di mesi.

Se soffri di parassitosi ricorrente, ti invito a fare a te stesso questa domanda: perché ti lasci invadere? In che modo è o è stata una soluzione utile per te o per un membro della tua genealogia tollerare un invasore? Ovviamente, il caso di Antonella e Irene è molto specifico. Il metodo che seguo, quello della Bioconsapevolezza (che integra i principi della Biopsicogenealogia) è antitetico alla medicina di massa. L’approccio è individuale e molto mirato.

Se soffri di parassitosi ricorrente, ti invito a fare a te stesso questa domanda: perché ti lasci invadere?

Quando si indaga ogni specifica situazione, è importante tenere a mente che il corpo è competente e che un programma biologico si attiva quando una situazione ha favorito la vita. Faccio un altro esempio. Non aver saputo o potuto dire di no a un rapporto sessuale ha portato a una gravidanza? Grazie a questa invasione la o il paziente oggi è vivo. Questo/a paziente potrebbe avere un problema ricorrente di ossiuri che non riesce a risolvere.

Prenditi cura del tuo intestino

Come ho già sottolineato su questo blog, la superficie totale dell’intestino, incluse le complesse estensioni dei villi, supera i 100 metri quadri. L’intestino è quindi l’organo di scambio più importante del nostro organismo. La salute globale del nostro corpo, di conseguenza, passa anche dall’intestino.

Gli intestini hanno un ruolo imprescindibile nella tutela della nostra salute complessiva e del nostro benessere. Ma ricordati anche che non siamo fatti di sola carne. Le emozioni e le memorie genealogiche influenzano il nostro stato fisico. Consapevoli della complessità e della competenza del corpo, possiamo agire con umiltà ed efficacia, integrando diversi punti di vista per sostenere l’organismo ed evitare battaglie logoranti che durano anni, come è accaduto ad Antonella.

Insonnia: come agire concretamente per tornare a dormire

Insonnia: come agire concretamente per tornare a dormire

L’insonnia è un problema serio che influenza in modo significativo la qualità della vita di chi ne soffre, abbassando l’energia vitale e impattando sia sullo stato fisico sia su quello mentale.

Puoi agire concretamente fin da oggi per tornare a dormire un sonno ristoratore, a patto di capire perché soffri di insonnia.

Come forse sai già, se hai letto altri articoli di questo blog o uno dei miei libri, considero ogni sintomo e malattia come un messaggio dal corpo.

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All’origine delle malattie

Andando più in profondità, sintomi e malattie sono il risultato delle nostre azioni, condizionate dalle nostre emozioni. Le quali a loro volta sono fortemente determinate dai nostri pensieri.

Per risolvere un problema e recuperare un naturale stato di salute e benessere, è necessario far capire al tuo corpo che non è più utile il suo intervento sotto forma di malattia. Perché questo accada è importante agire alla radice, ristrutturando le convinzioni profonde alla base della qualità del tuo dialogo interiore.

Per recuperare salute e benessere è necessario far capire al tuo corpo che non è più utile il suo intervento sotto forma di malattia

Come ho sottolineato, i pensieri condizionano emozioni e azioni. Quali azioni? Prima di tutto le tue, che sono consapevoli. Ma anche quelle del corpo, cioè le sue (re)azioni fisiche. Le azioni del corpo sono molteplici, dalle più effimere e impercettibili (come la contrazione dello stomaco o l’aumento della glicemia) alle più durature ed esplicite: sintomi e malattie.

Per visualizzare meglio questo tipo di intervento profondo, possiamo parlare di microchirurgia della mente e meglio ancora di riprogrammazione cellulare. La riprogrammazione cellulare avviene lavorando direttamente sul tuo dialogo interiore e sulle tue convinzioni, ma anche lavorando sui traumi.

 Si tratta di un metodo per recuperare vitalità e benessere valido pure per chi soffre di insonnia. Vediamo come metterlo in atto in tre passaggi, dal più superficiale al più profondo e definitivo.

La riprogrammazione cellulare avviene lavorando direttamente sul tuo dialogo interiore e sulle tue convinzioni

Le azioni che aiutano a dormire

Perché il tuo corpo funzioni al meglio delle sue possibilità ci sono delle buone abitudini che puoi abbracciare fin da oggi. Non hanno alcun impatto sulle ragioni profonde della tua insonnia, ma ti daranno una mano a stare meglio.

Sono consigli pratici che nascono dalle conoscenze della fisiologia umana e servono a mettere il corpo in una condizione che predispone al sonno e al benessere psico-fisico.

  1. Organizzati per fare attivitàfisica al mattino o al massimo entro metà pomeriggio. Evita sport impegnativi di sera.
  2. A cena non mangiare cibi difficili da digerire e non bere alcolici.
  3. Elimina qualsiasi contatto con la luce blu e i dispositivi che la emettono (schermi di notebook, computer, smartphone eccetera) nell’ora che precede il momento in cui vai a letto.
  4. Crea buio totale in camera, spegnendo ogni fonte di luce. Disattiva lo schermo del telefono e le notifiche, spegni qualsiasi lampada.
  5. Fai un po’ di stretching leggero e qualche esercizio di rilassamento per favorire l’addormentamento, concentrandoti sulla respirazione.
  6. Quando sei a letto, con gli occhi chiusi, ringrazia il mondo, i tuoi cari e la vita stessa per cento cose/situazioni/esseri viventi per i quali provi gratitudine. Si chiama esercizio dei Cento grazie.

Bastano cose semplici. Puoi ringraziare di avere un tetto sulla testa, due figli che ami, un hobby che ti piace…

Se vuoi altri suggerimenti concreti, ho realizzato un video corso sul sonno.

Il ruolo dei farmaci contro l’insonnia

Assumere un farmaco naturale o di sintesi per combattere l’insonnia rientra nel campo delle azioni che puoi mettere in pratica. È però importante sapere che il sonnifero non ristabilisce il tuo ciclo fisiologico del sonno. Anzi: alcune classi di sonniferi disturbano la fase di sonno paradossale detta REM (Rapid eye movement), fondamentale per un riposo efficace. Durante questo momento del sonno infatti, quando di solito sogniamo, il sistema nervoso centrale matura e si organizza.

Il sonnifero di sintesi ti dà l’impressione di dormire e riposare ma non restaura la qualità del tuo sonno. Potresti svegliarti più stanco di prima.

Ovviamente può essere utile come trattamento sintomatico della tua insonnia, soprattutto quando sono alcune settimane che non dormi. Ma non serve a guarire e non va considerato come una soluzione a lungo termine.

Se tu lo facessi potresti sperimentare degli spiacevoli effetti collaterali. Ad esempio scoprire che la tua memoria, dopo un tempo prolungato di assunzione di sonniferi, si è deteriorata e che fai fatica a organizzarti mentalmente.

Il sonnifero non ristabilisce il tuo ciclo fisiologico del sonno ma può essere un aiuto nelle emergenze

L’aiuto dei prodotti naturali

A differenza dei sonniferi, i prodotti naturali formulati per contrastare l’insonnia tendono a migliorare la qualità del tuo sonno REM. Se ti serve un aiuto per dormire, perché hai bisogno di intervenire velocemente su una situazione che ti sembra incontrollabile e ti senti esausto, ti consiglio di provare prima di tutto una serie di prodotti naturali. Ne esiste una vasta gamma, dai i più blandi e semplici ai più complessi e intensi dal punto di vista di formulazione ed effetti. Un esperto in materia saprà guidarti nella scelta.

Potresti scoprire di riuscire a dormire un po’ di più senza assumere sostanze che causano effetti collaterali e dipendenza.

Soprattutto, affidarsi ai prodotti naturali significa evitare di alterare i normali processi del sonno e facilitare un riposo sano e ristoratore.

Quando l’insonnia ti sveglia nel bel mezzo della notte

Come abbiamo sottolineato, le azioni ci aiutano a contrastare l’insonnia ma da sole non la risolvono. È arrivato il momento di agire sulle tue emozioni, che vanno sempre accolte e lasciate libere di esprimersi, per evitare dannosi accumuli.

In particolare vorrei soffermarmi sulla rabbia e sulla frustrazione che ti svegliano intorno alle tre di notte. Ma anche sulla tristezza che predomina se invece sei tra quelli che aprono gli occhi di colpo tra le quattro e le cinque del mattino.

Chiediti innanzitutto: da quanto tempo ti capita di svegliarti a quest’ora? Cosa era accaduto nei giorni immediatamente precedenti?

Da quanto tempo ti capita di svegliarti nel mezzo della notte?

L’ora del fegato

Generalmente il tuo sonno si interrompe tra l’una e le tre? La medicina cinese ci insegna che l’organo coinvolto è il fegato. Il fegato rappresenta il filtro delle tue emozioni, e si occupa soprattutto di rabbia e frustrazione. Devi chiederti, se questo è il tuo caso, quale situazione del tuo vissuto ti provoca frustrazione o quando e perché non hai espresso la tua rabbia ma l’hai repressa con forza. C’è un pensiero ricorrente che ti provoca rabbia o frustrazione?

Il fegato rappresenta il filtro delle tue emozioni

L’ora del polmone

Se ti svegli abitualmente tra le tre e le cinque l’organo da chiamare in causa è il polmone, legato all’emozione della tristezza. Prova a scavare nella tua memoria e a chiederti se, poco prima di iniziare a soffrire di insonnia, hai dovuto o voluto reprimere una profonda tristezza legata a un evento che ha colpito la tua vita.

Quando l’organo coinvolto nell’insonnia è il polmone l’emozione responsabile è la tristezza

Cosa puoi fare

L’ideale, per ripristinare la tua salute e il tuo benessere, sarebbe riuscire a risolvere definitivamente la situazione che ti disturba.

Il tuo lavoro non ti piace? Magari hai una pessima relazione con il tuo capo o i colleghi, che non ti valorizzano: ti senti frustrato. Dovresti parlane con loro e magari cambiare lavoro.

Che tu possa o no eliminare il problema legato alla tua insonnia puoi sempre liberare l’emozione scatenata dal problema. Trova il modo migliore per te. Riguarda una persona cara che è morta? Scrivile in una lettera quello che avresti voluto dirle ma non hai fatto in tempo a esprimere. Ti sentirai molto meglio e la tristezza diminuirà concretamente.

La tua emozione repressa è la rabbia? Procurati un pungiball da “maltrattare” quando ti senti sopraffare dai sentimenti negativi, oppure sfogati ballando su una musica che ti permetta di scatenarti.

Per dire addio all’insonnia agisci su convinzioni e pensieri

Quali sono le tue convinzioni sul sonno? Lo consideri forse come una perdita di tempo? Il sonno viene anche definito piccola morte e la morte può farti paura. O forse non ti sta bene perdere il controllo. Magari pensi di poter contare solo su te stesso: più resti sveglio, più hai tempo per risolvere i tuoi problemi.

Quali sono le tue convinzioni sul sonno? La tua insonnia potrebbe dipendere da quello che pensi dell’atto di dormire

Se ti riconosci in queste convinzioni, ti consiglio di leggere il mio articolo sul segreto della fase REM. Scoprirai che la notte porta consiglio non è un proverbio ma una realtà di fatto. E che dormire è il modo migliore per risolvere i tuoi problemi. Tutto il contrario dell’insonnia!

Ristrutturare le convinzioni profonde accelera il recupero di un sonno sano e vitale.

Quando la biologia favorisce l’insonnia

Nei casi di insonnia più severi e persistenti, come terapeuti dobbiamo capire perché la biologia del nostro paziente si ostina a mantenere il corpo in uno stadio di veglia. In altre parole: perché il tuo corpo pensa sia giusto rimanere vigile?

Possiamo trovare le risposte più profonde a questa domanda nel vissuto personale e genealogico dell’insonne.

Per farlo cerca di liberare la mente e di rispondere istintivamente alle domande che seguono. Se fai fatica prova a rivolgerti a un terapeuta specializzato. O ancora cerca tra i miei laboratori un incontro adatto al tuo caso.

Quando l’insonnia è persistente bisogna scoprire perché il tuo corpo pensa sia giusto rimanere vigile

Le domande per chi soffre di insonnia

  • Senti di vivere nell’incertezza? In una situazione di insicurezza non è il momento di dormire. Il corpo ti spinge ad agire ed essere vigile perché è il momento di scappare o affrontare un pericolo.
  • Hai vissuto un evento traumatico durante il quale dormivi e i cui risultati sarebbero stati diversi se tu fossi stato sveglio? Il corpo e la mente potrebbero essere bloccati in questo trauma.
  • Qualcuno dei tuoi cari o dei tuoi avi ha subito un incidente perché si è addormentato al volante? Il tuo corpo potrebbe avere interiorizzato questo trauma del passato, attivandosi per proteggerti.
  • Un figlio o un bambino piccolo della tua famiglia è deceduto (o le sue condizioni di salute sono peggiorate) nel corso della notte? C’è chi pensa che vegliarlo avrebbe migliorato/salvato la situazione?
  • Conosci qualcuno che è stato aggredito nel corso della notte?

Quando riesci ad ascoltare davvero i segnali di tuo corpo (a volte più che di fronte a un messaggio siamo di fronte a un grido di aiuto), puoi finalmente agire sulla radice della tua insonnia.

Risolto il trauma o il problema alla base della tua incapacità di dormire un sonno ristoratore, e dopo aver modificato i pensieri e liberato le emozioni legate all’insonnia, potrai finalmente rilassarti. Recupererai un sonno costante e sereno notte dopo notte.