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Come vivere bene i grandi cambiamenti

Come vivere bene i grandi cambiamenti

Vivere bene i grandi cambiamenti è possibile. Prima di tutto comprendendo che il cambiamento fa parte dell’esistenza. Ogni giorno evolviamo, proprio grazie al cambiamento.

Sto parlando di quelle piccole modifiche continue delle quali non ci accorgiamo neppure. Ci sono tutta una serie di trasformazioni “trascurabili” che molto probabilmente dai per scontate: cambi l’aria ad ogni respiro, le tue cellule invecchiano e vengono sostituite da cellule nuove, con l’esperienza modifichi idee e opinioni eccetera.

Ci sono però cambiamenti più evidenti che per andare a buon fine necessitano del tuo intervento attivo e richiedono un dispendio di energia. Un trasloco, migrare in un nuovo paese, parlare una lingua diversa da quella madre, integrarsi in una nuova cultura e così via.

 

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Infine, ci sono quelli che vengono definiti veri e propri passaggi: grandi cambiamenti evolutivi. Come ad esempio smettere di studiare e iniziare a lavorare, diventare genitori per la prima volta, nascere o morire. Ogniqualvolta ti muovi tra due realtà drasticamente diverse tra loro stai vivendo un passaggio.

Alcuni cambiamenti che vivi sono grandi passaggi evolutivi

La tua stessa nascita è uno di questi momenti, perché dalla vita uterina sei approdato a quella extrauterina: parliamo di mondi distantissimi tra loro.

Vivere bene i grandi cambiamenti: guarda al tuo passato

Per aiutarmi a vivere bene i grandi cambiamenti, personalmente mi ispiro al primo sconvolgente passaggio che tutti noi adulti abbiamo vissuto, quello, appunto, della nascita.

Anche tu sei dovuto passare da un ambiente liquido, raccolto e accogliente, quello del grembo materno, a un ambiente in cui si è circondato da aria, molto vasto, senza quella protezione fisica rappresentata dall’utero. Il tuo corpo conserva la memoria di questo passaggio.

Il tuo corpo conserva la memoria del primo grande sconvolgente passaggio: la nascita

A partire da due piccole cellule che si sono incontrate al momento del concepimento, lasciando agire il flusso vitale, ti sei auto-costruito, sei cresciuto al caldo e al riparo del grembo materno. È il miracolo della vita. Non richiede nessuna fatica al nascituro, nessuno sforzo: basta lasciare fluire l’energia vitale. La Natura ha già predisposto tutto: protezione dagli agenti esterni, nutrimento, il giusto spazio e luogo per crescere. Nel tempo, ma mano che la gravidanza procede, l’utero raggiunge la sua massima estensione. Si sta al calduccio e ci si lascia cullare dai movimenti della madre. Stavi così bene, chi te l’ha fatto fare di uscire e venire al mondo?

Anche se non sembra, la mia è una domanda seria. Quando è arrivato il momento, è intervenuta una forza indipendente dalla tua volontà. La forza della Vita che scorre nelle vene della madre e del bambino obbliga a un passaggio necessario: il parto.

Quando, nel grembo materno, hai iniziato a sentire le spinte che ti hanno scosso e condotto poi fino all’esterno, come l’hai vissuto? Hai forse dubitato o fatto resistenza nei confronti delle contrazioni? Ti sei arrabbiato perché “ti stavano sfrattando”? Personalmente non me lo ricordo. Anche se fosse, resistere alla spinta sarebbe stata una missione impossibile e avrebbe comportato la morte.

La Vita è una forza inarrestabile

Sei qui a leggere, quindi la Vita è stata più forte di qualsiasi eventuale opposizione e ti ha spinto fuori dalla tua zona di comfort. Ti sei trovato catapultato in una realtà sconosciuta, espulso da un ambiente noto.

Mollare ogni resistenza e abbandonarti alla corrente ti ha permesso di uscire e scoprire una nuova realtà. Più ampia, più luminosa, più adatta a te e al tuo potenziale di crescita. A dirla tutta l’utero cominciava a essere un po’ troppo stretto.

Ti invito a lasciare ogni resistenza e abbandonarti alla corrente

Una volta fuori hai cambiato modo di respirare, di nutrirti, di muoverti. Quando sei nato eri molto vulnerabile e nonostante tutto sei sopravvissuto. Hai trovato braccia pronte ad accoglierti, proteggerti, nutrirti. Eri programmato per questo passaggio. Una forza vitale più grande di te aveva predisposto tutto.

Uscire dall’utero ti ha permesso di avere più spazio a disposizione, scoprire nuovi orizzonti, crescere moltissimo e imparare tante cose nuove. In pochi mesi un neonato attraversa cambiamenti incredibili, sempre lasciando agire la Vita. Sviluppa molte competenze e si adegua al nuovo ambiente.

Ora ti invito a fare una riflessione: cosa ti ha permesso di attraversare questo difficilissimo passaggio?

Agire senza agire

Una via per vivere bene i grandi cambiamenti la conosci già. Sto parlando di agire senza agire, ovvero lasciare agire dentro di te la forza vitale, senza alcuno sforzo intenzionale.

Quando sanno di dover affrontare un cambiamento importante, molte persone si affannano per cercare di capire cosa devono fare. Vivono, spesso con ansia, la paura di sbagliare. Cercano di accelerare o rallentare il processo di cambiamento. Più che sul Fare però, ti invito a rivolgere la tua attenzione all’Essere. Conosci te stesso. Se segui il tuo sentire, un passo alla volta, le tue azioni non saranno del tipo che si programma con la mente ma del tipo che nasce spontaneamente da ciò che sei nel profondo.

Non agirai perché ti è stato insegnato che è giusto fare una cosa piuttosto che un’altra. Non sceglierai di comportarti in modo tale da conformarti agli altri, ma risponderai solo a te stesso e al tuo movimento interiore.

Lasciando agire la vita rispondi solo a te stesso

Vivere i cambiamenti con naturalezza

Se lasci che sia la stessa forza vitale che ti ha fatto nascere a guidarti attraverso i passaggi più importanti della tua vita, sentirai che serve impegno ma anche che non c’è alcuna forzatura. Così potrai davvero vivere bene i cambiamenti. Il cambiamento non sarà penoso o faticoso, anche se ti richiederà energia e potrebbe essere carico di emozioni, non sempre piacevoli.

Le tue azioni non avranno bisogno del supporto di alcuna spiegazione razionale. Essere quello che sei ha per conseguenza un insieme di azioni adatte, che portano risultati ottimali e che non richiedono alcuna programmazione. Non proverai l’ansia di dover pianificare tutto. Qualunque sia l’intensità della trasformazione e l’eventuale tempesta emotiva, sperimenterai nel profondo una sensazione di fiducia e serenità, che mai avresti pensato di associare a un cambiamento drastico.

Le tue azioni non avranno bisogno del supporto di alcuna spiegazione razionale

Un passaggio collettivo

In questo momento credo che, come società, ci troviamo di fronte a un passaggio molto importante. Dobbiamo affrontare collettivamente un grande cambiamento. Non credo di esagerare se dico che il periodo che stiamo attraversando è molto travagliato. Un aggettivo che ci porta direttamente alla metafora del parto… Allora mi chiedo: e se fossimo in pieno parto collettivo?

Da anni, pur consapevoli che non potevamo andare avanti così, abbiamo rimandato dei cambiamenti necessari. I danni procurati all’ambiente dall’attività degli esseri umani mettono a rischio la nostra sopravvivenza e richiedono cambiamenti nelle nostre abitudini, per rispettare di più il Pianeta che ci ospita.

Una deriva culturale che idolatra il Dio denaro mette a repentaglio la sicurezza e la felicità di miliardi di esseri umani. Tante persone si rendono conto che non è più tempo di rimandare. A volte è necessario essere esasperati e arrivare a un punto di non ritorno per riuscire a fare i cambiamenti necessari. In alcuni casi serve cambiare paradigma.

Per fare i cambiamenti necessari a volte serve cambiare paradigma

Un passaggio collettivo non è altro che un insieme di tanti passaggi individuali. Qualcuno dice che stiamo per fare un salto dalla terza alla quarta Dimensione. Cosa sarà mai questa quarta Dimensione? Le dimensioni sono Stati di Coscienza. Mentre la terza dimensione possiamo immaginarla come un contenitore rigido che raggruppa convinzioni, regole, norme e vincoli (e di conseguenza è relativamente poco flessibile), la quarta è una dimensione in cui l’individuo diventa più consapevole e cosciente. Chi sta facendo questo passaggio sta sperimentando che ciascuno di noi è creatore della propria realtà e che i pensieri diventano cose.

Un punto di vista alternativo dalle culture native

Un altro aspetto da ricordare è che quello che viviamo è influenzato da ciò che accade nell’universo. La nostra cultura occidentale moderna non prende in considerazione il pianeta Terra come un essere vivente. Le culture native, invece, reputano che ogni pianeta dell’universo sia un essere vivente. Il Pianeta Terra quindi è un organismo vivente come gli animali, le piante, i funghi eccetera. Di conseguenza ha una sua propria evoluzione, indipendente dagli esseri umani. Quando la Terra vive un grande cambiamento noi, che siamo dei piccoli esseri viventi e siamo suoi ospiti, ne sperimentiamo l’influenza.

Puoi avere fiducia nel fatto che tutto andrà per il meglio? Più che fiducia credo serva la fede. Fede nella Vita che scorre in te, in me, in tutti noi, fede nei tuoi desideri e nel tuo potenziale. Partendo dalla scommessa che stiamo vivendo un passaggio difficile, certo, ma potenzialmente portatore di bellissime opportunità, ognuno ha la responsabilità di fare il meglio che può.

Affidarsi alle spinte 

Più ti lascerai guidare dalle spinte, proprio come hai fatto quando sei nato, più favorirai il cambiamento in un’ottica positiva. Più accetterai di lasciare quello che conosci e che non è più del tutto adatto a te (magari è diventato un luogo un po’ troppo stretto), più avrai l’opportunità di creare nuove condizioni di vita, maggiormente adatte alla tua felicità. Potrai allora evolvere e stare sempre meglio.

Uscendo dalla tua zona di comfort potrai creare nuove opportunità e condizioni di vita migliori per te

La nostra zona di comfort può essere comoda, come una vecchia poltrona modellata dalla forma del nostro corpo, ma allo stesso tempo può non essere più così giusta per noi. Ti capita mai di non osare cambiare lavoro, ad esempio, solo per il fatto che lo conosci bene e ti da una certa sicurezza economica, anche se non ti senti realizzato o rispettato?

Se riuscirai ad arrenderti fiducioso al tuo flusso vitale, faciliterai il cambiamento, rendendolo un passaggio armonioso, al giusto ritmo, verso una nuova realtà, più ampia e luminosa.

Vivere il cambiamento insieme

La differenza rispetto al nostro parto individuale è che, questa volta, siamo in tanti a dover affrontare un cambiamento importante. Questo passaggio, verso nuovi orizzonti ancora ignoti, lo possiamo accogliere con curiosità e fiducia, tenendoci per mano, con il calore e l’amorevolezza di cui siamo capaci.

Se ti fa paura, senti crescere l’ansia o il desiderio di pianificare nel dettaglio quello che in realtà non può essere pianificato, ricordati questo semplice fatto: sei vivo. E poiché sei vivo vuol dire che sei nato e hai già incontrato e superato un incredibile cambiamento. Hai già accettato di lasciare una realtà conosciuta, forse un po’ stretta ma tutto sommato comoda, nella quale venivi nutrito e protetto, per andare verso l’ignoto. E senza ricevere molto preavviso!

Il no è morte, il sì è vita

Se avessimo potuto scegliere, quanti di noi avrebbero deciso di rimanere al caldo nell’utero, al riparo, nonostante il poco spazio disponibile per crescere ancora? Ciascuno di noi, a modo suo, è sopravvissuto al cambio di paradigma imposto dalla nascita. Ma prova a chiederti: cosa sarebbe successo se avessi resistito alla spinta? Se avessi detto di NO a questa forza più potente di te?. E se i tuoi attaccamenti e la paura del cambiamento fossero stati più potenti della forza della vita? Se non avessi osato lasciarti spingere verso l’ignoto? Cosa sarebbe accaduto? Non avresti mai visto la luce

Tornando a oggi, mi chiedo: dove ci porta questo parto collettivo che stiamo per affrontare? In quale realtà? Quando finirà questo travaglio? Chi lo sa!  A questo punto sono molto curiosa. Conto di scoprirlo insieme a voi in un prossimo futuro…

Un inno alla vita
Nell’affrontare questo passaggio, nel quale sono coinvolta anch’io ovviamente, ispirata dall’esperienza della nascita che abbiamo vissuto tutti noi, mi sento di consigliare di lavorare sui propri motivi di attaccamento per lasciarseli alle spalle. È arrivato il momento di riconnettersi con quello che si sente nel profondo e ridimensionare lo spazio dato ai pensieri, soprattutto quelli di tipo assolutistico e negativo. L’obiettivo è quello di vivere nella realtà, in ogni singolo istante, e lasciare fluire la Vita.

Abbi fede nelle tue risorse interiori e nella tua capacità di trasformazione. Se anche dovessimo cambiare totalmente paradigma un’altra volta possiamo farlo.

Sognare a occhi aperti un futuro rigoglioso e luminoso è il primo passo per realizzare il migliore dei futuri possibili. Questo futuro si sta già realizzando, in realtà, ma più siamo numerosi a sognarlo, più le spinte saranno efficaci, più il parto sarà rapido e indolore.

Sogna a occhi aperti un futuro rigoglioso e luminoso, puoi contribuire a realizzarlo

Intanto, mentre navighiamo nella tempesta, ti posso confermare che personalmente mantengo la mia rotta verso un Mondo di pace, gioia e salute, milioni di volte più strabiliante di quello che posso immaginare.

La dinamica della folla e la paura diffusa della Covid-19

La dinamica della folla e la paura diffusa della Covid-19

La dinamica della folla ha un ruolo molto importante nella paura diffusa della malattia da Covid-19. Nell’articolo Marea emotiva e dinamica della folla: sentirsi trascinati ho condiviso con te tante delle perplessità che mi colgono di fronte alla situazione legata alla pandemia da Covid-19, che stiamo ancora attraversando.

Ho anche iniziato a parlarti del fenomeno della dinamica delle folle e della prima caratteristica di una folla folle: l’ossessione. Ora voglio condividere con te le conoscenze preziose che ho acquisito leggendo questo articolo e le riflessioni che mi ha suscitato.

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Cos’è una folla?

Come ti ho già raccontato, le folle sono gruppi che operano attraverso una modalità emotivamente molto intensa e che si comportano in modo folle (cioè irrazionale) secondo i loro stessi standard e principi acquisiti. Ovvero: nel momento in cui un gruppo da sano diventa una folla folle, tutti i suoi principi vengono messi da parte. Si impone una nuova verità, che spesso è contraria a quanto il gruppo credeva e sosteneva in precedenza, quando era sano.

Abbiamo visto nell’articolo precedente che alcuni elementi distinguono le folle e le differenziano dai gruppi di persone ‘normali’, ovvero quelli che si comportano in modo razionale, pur con le naturali sfumature emotive del comportamento umano.

Le folle sono gruppi che operano attraverso una modalità emotivamente molto intensa

La caratteristica distintiva più chiara di una folla è la sua concentrazione condivisa su qualcosa. Sto parlando di un’ossessione comune.

L’oggetto dell’ossessione può essere qualsiasi cosa o quasi, e non è necessario che sia reale. Il collante di una folla può essere la paura degli extraterrestri, un ideale religioso, un desiderio di vendetta, un leader carismatico e così via. Non importa che sia qualcosa a cui gli individui credono o che stia loro a cuore in tempi diversi e più sani.

Una popolazione diventa una folla quando una singola ossessione assorbe l’attenzione della maggioranza dei suoi membri, diventando l’argomento a cui tutti pensano, di cui tutti parlano. L’ossessione non è solo pubblica ma diventa anche privata.

Fuori o dentro

Vedere la propria ossessione rispecchiata nelle reazioni degli altri travolge in una piacevole e intensa esperienza comune. Gli individui in una folla rimproverano invece chiunque vacilli nella determinazione di ottenere, evitare, eliminare o abbracciare l’oggetto che ha creato la folla, a seconda che si tratti di un obiettivo, un nemico comune, piuttosto che una fede e così via. Qualsiasi cosa sembri logica agli occhi della folla viene perseguita dai suoi membri.

Quando è in atto un comportamento collettivo di folla, amici di lunga data diventano nemici mortali e perfetti sconosciuti fratelli di sangue, disposti a combattere spalla a spalla fino alla morte. Quanti amici o famigliari hai perso a causa dell’ossessione per il nuovo coronavirus? Solo a causa di opinioni divergenti o per l’impossibilità di confrontarsi serenamente, abbracciando la complessità della situazione?

Quanti amici o famigliari hai perso a causa dell’ossessione per il nuovo coronavirus?

L’emergere di una nuova verità

La seconda caratteristica distintiva della dinamica della folla è che verità e moralità cessano di essere principi fissi, detenuti dagli individui. Diventano invece il risultato dell’ossessione della folla e sono quasi istantaneamente adottati da tutti i membri del gruppo, senza alcun discernimento. Nessun membro della folla si sogna di mettere in discussione quello che la folla pensa e proclama.

Durante il nazismo, il fatto che gli ebrei fossero o meno il nemico non era più una scelta morale individuale. È emerso invece il principio “gli ebrei sono un nemico” come verità assoluta. Questo in virtù dell’ossessione del gruppo.

Se le chiusure sistematiche dei luoghi di vita culturale e ricreativa, l’indossare la mascherina o i vaccini aiutino o meno a evitare le infezioni, smette di essere il risultato di un’indagine scientifica. Il fatto che queste scelte siano di aiuto o dannose (a seconda di quale sia la folla di appartenenza) diventa una verità indiscutibile. Questo sempre come risultato dell’ossessione di gruppo. Ogni nuova verità viene istantaneamente adottata da tutti i membri della folla.

L’ossessione di gruppo crea verità che non possono essere discusse

La folla dall’esterno e dall’interno

I principi morali e l’abitudine a pensare con la propria testa, che sono tipici degli individui appartenenti a gruppi sani, all’interno della folla spariscono. Dall’esterno, il fatto che si possano negare diritti come la libertà di espressione o la libertà di cura appaiono come una forma di follia. I membri della folla, invece, non se ne accorgono neppure e considerano gli estranei, coloro che non vanno d’accordo con la nuova verità e la moralità emergente, dei veri e propri negazionisti, nemici malvagi o pazzi.

Qualsiasi cosa gli individui pensassero in precedenza sulle mascherine per coprire naso e bocca viene immediatamente sovrascritta quando i leader della folla pronunciano una nuova opinione in proposito.

I membri della folla, compresi gli scienziati, si assumono automaticamente il compito di razionalizzare il nuovo assunto e lo affermano come semplice verità. Se è necessario che dimentichino di avere appena detto qualcosa di diverso lo faranno, e sminuiranno le loro stesse parole senza battere ciglio. Ciò che vuole la folla vince su tutto, anche su competenza e conoscenza accumulata negli anni.

I membri della folla sono pronti a negare tutto quello che pensavano prima

Il cortocircuito nella dinamica della folla

Il dubbio non è concesso nella folla. A coloro che vogliono argomentare contro qualsiasi nuova verità promossa dalla folla viene dato il compito, impossibile, di confutare l’affermazione oltre ogni dubbio. Nella dinamica della folla il giudizio stesso della folla è insindacabile. Tutti i suoi membri fingeranno a se stessi che ogni nuova verità sia stata già ampiamente convalidata e questo, nella dinamica della folla, non comporta alcun dilemma morale o intellettuale.

Il dubbio non è concesso nella folla, il suo giudizio è insindacabile

Per la folla tutte le persone che dicono il contrario di quanto la folla propugna sono esseri inferiori. Lo stesso vale per la moralità: le variabili individuali sono schiacciate da una moralità imperante. Anche quando si tratta di principi fondamentali come il diritto a scegliere in che modo vivere e morire. Perfino se i membri della folla credevano l’esatto contrario solo pochi istanti prima che la nuova moralità fosse imposta. Il periodo di esitazione e ambivalenza durante il quale le prospettive individuali vengono schiacciate è spesso lungo pochi minuti, al massimo settimane.

Rendere accettabile ciò che è criminale

La terza caratteristica delle folle è la capacità di rendere accettabile ciò che fuori dalla dinamica delle folle è impensabile, sbagliato o immorale. Il gruppo, nel suo insieme, santifica un comportamento ritenuto inconcepibile per l’individuo. La folla fa apertamente ciò che gli individui al suo interno vedrebbero come non etico o criminale se fatto da una persona singolarmente. Sto parlando, ad esempio, del fatto di non rispettare la costituzione e imporre dei trattamenti sanitari sperimentali.

La folla fa apertamente ciò che gli individui al suo interno vedrebbero come non etico o criminale

Operando come una folla, le persone possono fare e celebrare cose che sono altrimenti impossibili. Ecco perché le folle possono essere molto pericolose. Nelle circostanze sbagliate, la brama di distruzione può emergere e può essere assecondata su scala globale.

Tornando al caso del nuovo coronavirus, in tutti i Paesi che hanno imposto chiusure e allontanamenti sociali obbligatori, sono stati fatti passi pericolosi verso la dittatura.

I governi hanno sfruttato diversi espedienti legali per sospendere i normali canali legislativi e governare per decreto. La meccanica più comune ha previsto la dichiarazione di un generico “stato di emergenza”, “stato di disastro” o “stato di allarme”. I funzionari del governo hanno comunicato ai loro elettori direttamente attraverso i media, aggirando il controllo parlamentare e mettendo da parte i legislatori regolarmente eletti.

In una folla tutti i membri sono folli

Per evitare di vincolare le azioni dei governi, in quasi tutti questi Paesi, i tribunali hanno reinterpretato le leggi, così da aggirare il dovere di rispettare i diritti umani, a volte sanciti dalle stesse Costituzioni e leggi sempre applicati in tempi ‘normali’, quando i gruppi funzionano in modo sano.

Solo dopo molti mesi dall’inizio della pandemia pochi tribunali hanno cominciato a svegliarsi, scoprendo l’errore e cercando di ristabilire il rispetto delle disposizioni costituzionali.

Perché è successo? I giudici stessi possono essere membri della folla, condividendo l’ossessione comune e accettando le scuse che la folla propone per sopprimere le libertà fondamentali.

Se questo significa che, per giustificare le violazioni governative dei diritti di libertà di parola, privacy e protesta, si deve fingere che il coronavirus sia un enorme pericolo per la vita di tutti, allora così sia.

Folle grandi e piccole

Le tre caratteristiche distintive di una folla, cioè un’unica ossessione, la fluidità della morale e della verità e la criminalità di gruppo, sono state studiate per secoli. Queste caratteristiche descrivono molti culti, movimenti di massa, sette religiose e gruppi di fanatici. Vediamo versioni in miniatura del comportamento della folla in tutti gli eventi di gruppo, come feste, matrimoni e funerali, dove i presenti si uniscono all’insegna di un comportamento simile a quello della folla. Per un breve periodo quel gruppo di persone è ossessionato, ad esempio, dalla celebrazione di un’unione o dalla morte di una persona cara. Ma i matrimoni, le feste e i funerali hanno un chiaro obiettivo e una fine determinata. Le vere folle non hanno un punto di arrivo chiaro, anche se tutte finiscono invariabilmente, a volte dopo giorni, a volte (purtroppo) dopo decenni.

La folla lotta per la sua sopravvivenza

Quando un obiettivo viene raggiunto, la folla cercherà di passare a quello successivo per continuare a esistere. Come mai si è passati senza transizione alcuna dal combattere la malattia, cioè la Covid-19, obiettivo del tutto onorevole e possibile, all’ossessione di eradicare il virus Sars CoV 2 (una missione impossibile in pochi mesi) e infine, ora, alla fissazione per la necessità di vaccinare tutta la popolazione (misura liberticida e potenzialmente inefficace e dannosa)? La dinamica della folla lo spiega bene: quando una folla esiste vuole mantenere il più possibile il suo status quo.

Quando un obiettivo viene raggiunto, la folla cercherà di passare a quello successivo

Come uscire dalla follia della folla?

Nel 1841, il poeta Charles Mackay scrisse il libro Extraordinary Popular Delusions and the Madness of Crowds, in cui descrive ciò che aveva imparato osservando città, villaggi e paesi in tempi di guerra, malattie, fanatismo religioso e ideologico. Il suo messaggio chiave per il futuro è racchiuso in questa citazione ‘Gli uomini pensano in branchi; impazziscono in branchi, mentre recuperano i loro sensi solo lentamente, uno per uno‘. In pratica, una volta che una folla è durata per un po’ di tempo e ha acquisito forza e numerosità, non si dissolve all’improvviso, ma lentamente.

Come tornare a essere una società normale?

I gruppi sociali “normali” che funzionano in modo sano, contrariamente alle folle, hanno obiettivi multipli che variano nel tempo a seconda della loro importanza per gli stessi membri. I gruppi con forti legami emotivi tra le persone, che durano nel tempo, come le famiglie ma anche le nazioni, perseguono l’interesse collettivo dei loro componenti in vari modi.

Risvegliarti dal terrore e dal torpore mentale tipico di chi è dentro la folla, pensare ad altro e non più al coronavirus, può rappresentare il tuo contributo per uscire da questa follia.

Come uscire singolarmente dalla follia della folla?

Come primo passo, da compiere subito, fai in modo di non essere più complice di questa ossessione. Riduci il tempo quotidiano passato a pensare, parlare e vivere l’ossessione Covid-19 e tutti i suoi derivati (vaccinazione, Green Pass, “distanziamento sociale” eccetera). E, se ti va, persegui l’intento di liberarti anche dall’ossessione per la malattia in generale.

Torna a pensare autonomamente, indipendentemente da quello che gli altri ti dicono. Non accogliere come Verità dei semplici punti di vista.  Hai il diritto di avere il tuo punto di vista e di condividerlo con chi vuoi. Non hai, invece, il diritto di imporlo agli altri.

Diffida dai punti di vista assolutistici (anche dei tuoi!). Abbi cura del tuo dialogo interiore e del tuo equilibrio emotivo. Agisci cercando di non reagire. Scegli il tuo nutrimento, in questo caso specificamente emotivo e spirituale.

Diffida dai punti di vista assolutistici, anche dei tuoi!

Ritrova il tuo centro e recupera i tuoi valori, applicandoli nel quotidiano sia nei tuoi confronti, sia nei confronti delle persone con cui ti relazioni.

Dai priorità alle attività che ti riconnettono a te stesso e al mondo: cammina, se possibile in mezzo alla Natura. Respira consapevolmente. Dai spazio al silenzio esteriore (prima di tutto) e poi a quello interiore. Puoi farlo con la meditazione, per esempio.

Varia le tue attività e riprendi a fare cose che ti piacciono. Metti la tua energia nella creazione del presente che desideri, nutrendo le tue passioni e i tuoi talenti, guardando al migliore futuro che sei in grado di sognare.

Marea emotiva e dinamica della folla: sentirsi trascinati

Marea emotiva e dinamica della folla: sentirsi trascinati

La pandemia di Covid-19 ci ha messo di fronte a una marea emotiva collettiva fuori dal comune. Dopo la fase di sbandamento totale iniziata con i primi di marzo 2020, quando paura e impotenza predominavano perché non si sapeva cosa stava accadendo, le cose non sono molto cambiate.

La paura imperversa ancora. Nonostante la ricerca, l’evoluzione favorevole delle conoscenze sul virus, i consigli di esperti di grande esperienza e una situazione sanitaria sotto controllo. La folla, fomentata dalla maggioranza dei media tradizionali, sembra aver intrapreso un percorso inarrestabile e indipendente. La massa, quando si parla di Covid-19, procede come uno tsunami inarrestabile, indifferente alla realtà dei fatti. Ed è allora che la marea emotiva si ingrossa.

 

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Si tratta di un movimento potente che ha scatenato e scatena ancora azioni e reazioni che sarebbero state giudicate insensate dalla maggioranza della popolazione mondiale appena venti mesi fa.

La paura, cattiva consigliera

La paura non è mai una buona consigliera. Prendere decisioni nel bel mezzo di un attacco di panico collettivo è una pessima idea. Perché? Il panico restringe il nostro campo visivo, focalizzando l’attenzione sul problema e facendoci perdere la visione d’insieme. Il panico dettato dalla marea emotiva spinge a reagire in modo frettoloso, portando ad azioni altamente controproducenti, che rischiano di essere molto più dannose dell’oggetto stesso che ha scatenato il panico.

La confusione e l’incoerenza che hanno portato a lockdown, chiusure forzate e isolamento, propugnati attraverso messaggi mutevoli e contraddittori da parte delle autorità, mi ha lasciato senza parole. Continuavo a chiedermi cosa sta succedendo? Com’è possibile che tutto questo accada in uno stato ufficialmente democratico?

Prendere decisioni nel bel mezzo di un attacco di panico collettivo è una pessima idea

L’articolo di Foster, Frijters e Baker

Mi è capitato, recentemente, di leggere un articolo di Gigi Foster, Paul Frijters e Michael Baker, autori del libro The Great Covid Panic. Assieme a letture sulla manipolazione delle masse, che avevo già fatto in passato, questo articolo mi ha aiutato in modo significativo a capire un aspetto importante della situazione in cui siamo stati bruscamente catapultati da febbraio/marzo 2020. Il fenomeno è conosciuto come dinamica delle folle e mi fa piacere condividere con te su questo blog alcuni concetti importanti che lo riguardano.

Ti invito anche a leggere l’articolo per intero (è in inglese). In questo primo intervento sul tema mi concentro sulla perdita di logica e coerenza che può causare la dinamica delle folle. Nelle prossime settimane condividerò con te un riassunto dell’articolo originale e lo commenterò, per aiutarti a riconoscere e comprendere meglio il fenomeno della dinamica delle folle.

Un aiuto dalla storia

Troviamo, nel passato dell’umanità, alcune situazioni paragonabili a quella scatenata a inizio 2020 dal nuovo coronavirus. La storia, quindi, rende possibile identificare e studiare il fenomeno del comportamento collettivo delle folle. Nonostante le teorie del complotto, che attribuiscono la responsabilità di questa e altre situazioni alle manipolazioni di un’élite affamata di potere, è interessante capire come la dinamica delle folle non implichi obbligatoriamente l’esistenza di un genio del male che dà il via al processo. Non serve che ci sia qualcuno che manipola la folla e la fa muovere al pari di un burattinaio. Anzi: questo fenomeno può essere di fatto prodotto dall’insieme della popolazione, senza che intervenga alcun controllo da parte di singoli o sottogruppi.

Il fenomeno della folla folle può essere prodotto dall’insieme della popolazione senza alcuna regia occulta

E nel caso ci fosse realmente un’élite affamata di potere e non solo una marea emotiva dietro quanto accade, servirebbe comunque la complicità (consapevole o meno) di tantissime persone, perché un eventuale piano di sottomissione e controllo fosse realizzabile.

Questa consapevolezza, a mio parere, aiuta a recuperare la valenza e il potere del singolo individuo; cosa che può favorire un’uscita più rapida dalla situazione distopica che stiamo vivendo. Come sempre, il mio intento è, grazie alla conoscenza di sé, quello di aumentare la consapevolezza di ciascuno e contribuire alla creazione di un mondo di Salute. Un mondo in cui ogni persona sia libera di esprimere pienamente il proprio potenziale.

Cosa c’è alla base dell’incoerenza

Da quando è scoppiato il “bubbone coronavirus” abbiamo subìto provvedimenti pieni di incoerenza, controproducenti, indifferenti a una realtà più ampia e complessa.

La dinamica delle folle e la marea emotiva che la accompagna possono spiegare gli elementi più strani di questa situazione di grande panico, così come il fatto di promuovere misure autodistruttive, nonostante esperienza e studi ne dimostrino l’inutilità o addirittura la nocività.

Facciamo degli esempi

Perché ci è stato vietato di uscire di casa durante il lockdown?

Le conoscenze di fisiologia di base, ampiamente condivise tra gli specialisti, ci insegnano che la luce del sole permette, tra le altre cose, di mantenere una buona concentrazione di vitamina D nell’organismo. Si tratta di un elemento essenziale a mantenersi in salute. Servono davvero degli studi per confermare che è utile favorire la salute anche nel caso di questa epidemia? Oggi diverse ricerche dimostrano che la carenza in vitamina D è un fattore di rischio per lo sviluppo di una forma grave di Covid-19.

Perché è stato alimentato il terrore attraverso forme di comunicazione allarmistiche?

La paura, si sa, è in grado di abbassare le difese immunitarie. Chi non si è protetto dalla comunicazione terroristica ha subito ogni giorno la conta dei morti e dei casi positivi, senza poter discernere tra persone con solo tampone positivo al Sars Cov 2, persone malate paucisintomatiche, malati gravi e quelli in rianimazione e così via. La comunicazione ufficiale ha alimentato la paura dell’untore e il senso di colpa, favorendo la separazione sociale. Sono state utilizzate immagini che hanno portato a interpretazioni iperboliche della realtà. Se l’obiettivo è la salute, serve informare le persone, non terrorizzarle.

Perché, ancora oggi, di fronte ai primi sintomi di Covid-19, vige il protocollo ministeriale “vigile attesa e paracetamolo”?

È dimostrato che il paracetamolo, abbassando la febbre e il glutatione, una molecola con attività antiossidante, impedisce una reazione efficace del corpo e potenzia le reazioni infiammatorie.

Le domande sono tantissime…

Perché viene impedito l’uso di farmaci conosciuti da decine di anni?

Si tratta di farmaci che hanno dimostrato la loro efficacia contro la Covid-19 e hanno un ottimo rapporto rischi/benefici. Come mai si è preferito costringere le persone sane a farsi inoculare un prodotto che di fatto è sperimentale e del quale non si sa niente degli effetti avversi a medio e lungo termine?

Perché ancora oggi è obbligatorio in tanti contesti l’uso della mascherina?

La mascherina non solo è inutile contro la diffusione del virus per le persone asintomatiche ma anche dannosa? Servono studi scientifici per dimostrare che la mascherina, coprendo naso e bocca ostacola una buona ossigenazione del corpo e una buona eliminazione di tossine respiratorie? Serve ricordare che l’ossigeno è il primo bisogno vitale? Dobbiamo anche ricordare che il linguaggio non verbale arricchisce la comunicazione e le relazioni sociali?

La follia dietro i provvedimenti

Perché imporre tutte queste misure liberticide che portano solo segregazione e crisi sociale, senza nessun beneficio sulla situazione sanitaria, quando più dell’85% della popolazione che entra in contatto con il virus rimane totalmente asintomatica, il che significa totalmente sana?

Quali misure dovremmo prendere allora contro l’inquinamento atmosferico, visto che provoca in Europa ogni anno 400000 decessi prematuri?

Perché è stato vietato, e chi lo fa rischia di farsi linciare, di richiedere la precisazione “morto di Covid-19” o “morto con test positivo al Sars-Cov-2”?

Come mai il Green Pass viene rilasciato sulla base della vaccinazione e non sull’immunità acquisita naturalmente dopo la malattia, che per esperienza è più affidabile e duratura?

Come può essere accettato, come se fosse normale, l’obbligo di fare un trattamento farmacologico del quale non si sa nulla a proposito di effetti a medio e lungo termine? Dov’è finito il principio di cautela?

Se l’obbligo vaccinale per le professioni sanitarie ha come scopo la diminuzione della circolazione del virus, come mai è stato discusso, e applicato in alcune provincie italiane, il divieto di lavorare anche online? C’è rischio di trasmissione del virus, lavorando online?

Queste sono solo alcune delle centinaia di domande che mi sono posta in questi mesi. Per capire quanto accade, partiamo dal concetto di folla. In questa prima parte sul tema vedremo insieme cos’è una folla e approfondiremo la prima caratteristica di una folla: l’ossessione comune.

Cos’è una folla?

Le folle sono gruppi che si comportano in modo folle (cioè irrazionale) secondo i loro stessi standard e principi acquisiti. Ovvero: nel momento in cui un gruppo da sano diventa una folla folle, tutti i suoi principi vengono messi da parte. Si impone una nuova verità, che spesso è contraria a quanto il gruppo credeva e sosteneva in precedenza, quando era sano.

All’interno della folla tutti i principi dei singoli vengono messi da parte

Gli osservatori di una folla sentono di essere testimoni di qualcosa che assomiglia a un gruppo di persone possedute da spiriti o demoni. La possessione demoniaca è stata usata a lungo per spiegare il fenomeno. Oggi, grazie agli studi di grandi sociologi (Norbert Elias, Theodor Adorno, Elias Canetti e Gustav le Bon) possiamo vedere le cose in un altro modo.

Tutti insieme per un’ossessione

Le folle sono grandi gruppi sociali i cui membri condividono un’ossessione e che operano attraverso una modalità emotivamente molto intensa. Ecco perché uso anche l’espressione marea emotiva.

Tre elementi distinguono le folle e le differenziano dai gruppi di persone ‘normali’, ovvero quelli che si comportano in modo razionale, pur con le naturali sfumature emotive del comportamento umano.

La caratteristica distintiva più chiara di una folla è la sua concentrazione condivisa su qualcosa. Una vera e propria ossessione comune.

La prima caratteristica di una folla è la sua ossessione assoluta per qualcosa, come una paura, un ideale, una persona

L’oggetto dell’ossessione può essere qualsiasi cosa o quasi, e non è necessario che sia reale. Il collante di una folla può essere la paura degli extraterrestri, un ideale religioso, un desiderio di vendetta, un leader carismatico e così via. Quello che motiva la folla non deve neppure essere qualcosa a cui gli individui credono o che sta loro a cuore in tempi sereni e pacifici.

Una popolazione diventa una folla quando una singola ossessione assorbe l’attenzione della maggioranza dei suoi membri, diventando l’argomento a cui tutti pensano, di cui tutti parlano. L’ossessione inoltre non è solo pubblica ma anche privata.

Un interessante déjà-vu

Quello che ti ho raccontato su come una popolazione diventa una folla ti ricorda qualcosa? Ti ricordi quanto è stato difficile nella primavera 2020, avere informazioni che non riguardassero la situazione pandemica? Quante volte ti è successo di addormentarti pensando al coronavirus e svegliarti con lo stesso tema in mente? Quante persone conosci che, ancora prima di salutarti o quasi, ti chiedono se sei vaccinato? Dove sono finiti tutti gli altri virus e batteri? E i terroristi esistono ancora o sono spariti dalla circolazione, terrorizzati dalla Covid-19? Piuttosto, tutta una serie di tematiche è scomparsa dal radar della folla e dell’onda emotiva.

Di cosa parlavamo prima di gennaio 2020, quando ci incontravamo fra amici e parenti?

Analizza i tuoi pensieri

Per concludere questa prima parte ti propongo un’autoriflessione. Se ti interessa sapere se fai parte della folla, prima di tutto valuta la varietà dei tuoi pensieri e dei tuoi obiettivi. Il tuo pensiero è dualistico o integrativo? Cioè riesci ad abbracciare la complessità della situazione con tutte le sue sfumature o la tua posizione è di tipo assolutistico? Sei PER o CONTRO, a FAVORE oppure NO? Da quanti amici o famigliari ti sei volutamente allontanato perché non pensano o agiscono come credi che sia giusto pensare e agire?

Quanto il tuo dialogo interiore e quello espresso sono pieni di virus mentali? Quanto tempo passi al giorno informandoti o parlando del tema Covid-19 e di tutte le sue conseguenze? Se succedono delle cose che non vuoi che accadano, quanta tempo ed energia stai mettendo per brontolare e quanta per creare concretamente un’alternativa?

Queste domande e le risposte che puoi dare a te stesso sono il primo passo di una consapevolezza che ritengo molto importante per recuperare la connessione con il tuo movimento interiore e per agire coerentemente con i tuoi desideri, libero dall’onda emotiva e dalla follia della folla.

Se questo tema ti sta a cuore leggi di più sulla follia della folla appena pubblicheremo il nuovo articolo.

Ossiuri: come liberarsene in modo naturale

Ossiuri: come liberarsene in modo naturale

Gli ossiuri sono vermi parassiti che si trovano frequentemente nell’intestino degli esseri umani. Convivere con alcuni ossiuri, cioè con una carica parassitaria bassa o trascurabile, può non dare sintomi. Il fatto che gli ossiuri prendano il sopravvento, riproducendosi in abbondanza, però, irrita non solo tutto l’intestino ma anche il sistema nervoso.

Gli ossiuri irritano non solo tutto l’intestino ma anche il sistema nervoso

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In questo articolo ho scelto di concentrarmi sugli ossiuri per due motivi. Primo: sono tra le parassitosi intestinali più diffuse. Secondo: sono abbinati a tutta una serie di disturbi molto fastidiosi. Leggendo questo articolo scoprirai cosa dice l’infettivologia a proposito di come si prendono gli ossiuri e di quali sintomi accusa generalmente il paziente. Ma imparerai anche come puoi liberartene in modo naturale e quale può essere la ragione profonda alla base di una parassitosi ricorrente.

Da dove arrivano gli ossiuri

A differenza di quello che potremmo pensare, prendere gli ossiuri non è affatto difficile o raro. Soprattutto se in casa ci sono dei bambini in età scolare o prescolare, oppure se amiamo fare giardinaggio. Ma gli ossiuri possono entrare nel nostro organismo anche quando consumiamo del cibo contaminato, in particolare carne e pesce crudi. Il contagio tra persone è molto facile, possono bastare asciugamani e lenzuola infette.

Come sono fatti gli ossiuri

Gli ossiuri, nome scientifico Enterobius vermicularis, sono piccoli vermi parassiti sottili, bianchi, cilindrici, lunghi pochi millimetri. Possono essere visti nelle feci anche a occhio nudo. L’infezione da ossiuri è chiamata pure ossiuriasi o enterobiasi. È diffusa in tutto il mondo e colpisce sia l’intestino crasso sia la zona anale.

L’infezione da ossiuri è diffusa in tutto il mondo

Gli ossiuri, di fatto, si nutrono del cibo che ingerisci, assorbendo al posto tuo le sostanze nutritive. Ecco perché uno dei sintomi è il bisogno di mangiare di più. Non solo: quando la parassitosi è in stato avanzato si può perdere peso.

Cosa fanno gli ossiuri

Quando le uova arrivano nella bocca, ad esempio dopo una sessione di giardinaggio se ci si porta le mani alla bocca prima di lavarle, oppure toccando lenzuola, asciugamani o indumenti sporchi, scendono nel tubo digerente per poi schiudersi nel duodeno. Le larve migrano fino all’intestino cieco, dove si attaccano e diventano vermi adulti.

Questi ultimi vivono e si riproducono in prossimità dell’ano. Tanto che spesso è possibile vederli nelle feci o accertarsi della loro presenza tramite il cosiddetto scotch test.

I sintomi della parassitosi da ossiuri

L‘abitudine di questi vermi di depositare le uova in zona perianale provoca un intenso prurito sia all’ano sia, spesso, alla vagina o allo scroto. Il prurito anale è il sintomo più forte ed evidente. Tra gli altri sintomi ci sono irritabilità, nervosismo e insonnia, perché gli ossiuri, come ho già accennato, influenzano il sistema nervoso. I disturbi del sonno diventano intensi soprattutto nei giorni di luna piena. Si possono anche accusare, ad esempio, stanchezza e digrignamento dei denti.

Gli ossiuri, inoltre, possono modificare gli equilibri interni all’intestino, stimolandolo a reagire con maggiore intensità alle aggressioni di virus, batteri e sostanze ingerite. Di fatto amplificano lo stato infiammatorio dell’apparato digerente. Ecco perché si può anche sperimentare dolore addominale, perdita di appetito e di peso.

Gli ossiuri possono stimolare l’intestino a reagire con violenza ad altre patologie

Cosa fare per liberarsi dagli ossiuri

L’approccio convenzionale dice che eliminare gli ossiuri è possibile, con attenzione e pazienza. E sarebbe ideale, una volta scelta la cura da seguire, farla assieme a tutta la famiglia. I medici consigliano in genere di disinfettare con un lavaggio ad alte temperature biancheria intima, lenzuola, asciugamani ed eventuali giocattoli. Le uova di ossiuri, infatti, possono sopravvivere fino a due settimane sugli oggetti. E per quanto riguarda la prevenzione? Lavare frequentemente e accuratamente le mani è sempre di aiuto.

Questione di predisposizione?

A questo punto ritengo importante sottolineare una cosa che la medicina convenzionale di solito non prende in considerazione.

Pulire l’intestino favorisce un terreno sfavorevole ai parassiti

In passato la medicina popolare “prescriveva” di sottoporsi a una purga almeno una volta l’anno. Proprio perché si intuiva (senza bisogno di prove scientifiche) che pulire l’intestino serviva non solo a eliminare eventuali parassiti ma anche a migliorare lo stato complessivo di salute.

Un lavaggio accurato degli intestini è una delle prime azioni utili per eliminare i parassiti. I vermi adulti vengono disturbati e allontanati con clisteri, purghe o altre pratiche ancora più efficaci, come lo Shank Prakshalana. Ai lavaggi è possibile associare altre cure naturali, che aiutano a eliminare gli ultimi ossiuri rimasti e ripristinare l’equilibrio della flora intestinale.

Un lavaggio accurato degli intestini è una delle prime azioni utili per eliminare i parassiti

Ovviamente la medicina convenzionale offre i suoi rimedi. Chi non se la sente di fare una purga o un lavaggio, può affidarsi alla farmacopea o ai metodi naturali che impiegano, ad esempio, l’alimentazione, olii essenziali e/o integratori a base di inulina e fermenti lattici. Va però tenuto conto del fatto che l’azione meccanica della pulizia dell’intestino accelera notevolmente l’eliminazione degli ossiuri e favorisce l’efficacia di altri trattamenti.

Il test fai da te della saliva

Poiché sono convinta che sia molto utile e benefico integrare diversi approcci, ti propongo un test fai da te. In questo modo non dovrai affidarti per forza a un laboratorio. Inoltre, voglio condividere con te dei metodi per liberarti dagli ossiuri in modo naturale, attraverso l’alimentazione e la Biopsicogenealogia.

Puoi scoprire facilmente da solo se ci sono vermi parassiti indesiderati nel tuo apparato digerente. La mattina, a digiuno (prima di aver mangiato o bevuto qualunque cosa), ti invito a riempire un bicchiere di vetro trasparente di acqua. Accumula in bocca più saliva possibile e poi sputala nel bicchiere, che va appoggiato su un piano. Lascia riposare qualche minuto e osserva.

Se non ci sono parassiti, o se comunque la loro quantità è trascurabile, la saliva galleggerà in superficie. Se invece ci sono dei parassiti, la saliva apparirà filamentosa. Questi filamenti in parte continueranno a galleggiare e in parte affonderanno o si fermeranno a metà strada, all’interno dell’acqua nel bicchiere. Quando il test è negativo ripetilo per sicurezza nei giorni di luna piena.

Se il test è positivo

Il test è positivo? Puoi affidarti a un ottimo “metodo della nonna” per liberare gli intestini dagli ossiuri: la vellutata di zucca anti ossiuri. Prepara una vellutata di zucca che puoi condire con aglio crudo. Macina 10 semi di zucca freschi interi (per persona), da aggiungere al primo cucchiaio di vellutata di zucca ingerito. Ti consiglio di non mettere i semi macinati direttamente nel piatto, così solo il primo cucchiaio sarà croccante mentre il resto della vellutata conserverà la sua consistenza cremosa.

Una vellutata di zucca con semi freschi interi, mangiata nei giorni di luna piena e nuova, aiuta a eliminare gli ossiuri

Questa ricetta va gustata nei giorni di Luna piena e Luna nera (o nuova) per 3 mesi. Può anche diventare una buona abitudine “preventiva” per coccolare l’intestino e promuovere le difese immunitarie. Mangia la vellutata con semi crudi nei giorni giusti ogni anno, dalla metà del mese di agosto fino alla metà di dicembre.

Come puoi immaginare, questo rimedio della nonna contro gli ossiuri, benché funga già di per sé da lassativo, viene potenziato se eseguito dopo un lavaggio accurato degli intestini.

Un aiuto concreto dall’alimentazione quotidiana

Gli alimenti ricchi di probiotici tipici dei cibi fermentati (tè kombucha, miso, kefir, tempeh e crauti, per esempio) stimolano la crescita della flora batterica benefica all’interno dell’intestino, andando a rafforzare le naturali difese del tuo organismo e creando un ambiente sgradevole per gli ossiuri.

Meglio evitare gli zuccheri semplici e assumere invece frutta e verdura in quantità: una dieta ricca di fibre contribuisce a mantenere gli intestini puliti eliminando di volta in volta gli ossiuri presenti.

Biopsicogenealogia nella pratica

Ora che abbiamo fatto un breve riassunto su cosa sono gli ossiuri e quali sono le terapie che possono aiutare a eliminarli dall’organismo, voglio condividere con te un caso clinico nel quale è stato necessario e utile integrare l’approccio della Biopsicogenealogia.

Qualche anno fa una persona, chiamiamola Antonella, ha partecipato a un mio incontro di gruppo dal titolo Capire la malattia. Insieme a lei c’erano anche sua sorella e sua madre, che chiameremo Irene.

Antonella mi racconta che soffre da decine di anni di prurito anale dovuto agli ossiuri. La stessa cosa capita anche a sua sorella e a suo fratello, ma in modo meno invalidante. Nonostante i trattamenti regolari (con farmaci e integratori naturali) il prurito anale si ripresenta sistematicamente, svegliando Antonella in piena notte. Quando sente il prurito riesce sempre anche a identificare i parassiti.

Antonella ha già provato di tutto, dalla medicina convenzionale alla naturopatia. È anche intervenuta sull’alimentazione. I farmaci la aiutano per un breve periodo ma il problema si ripresenta regolarmente.

Cosa ci dice il sintomo?

Come ho già sottolineato più volte sulle pagine di questo blog, il mio ragionamento, di fronte a una malattia o a un sintomo, è sempre lo stesso. Sintomi e malattie sono un messaggio dal corpo, che è competente e sta provando a risolvere un problema di cui noi non siamo razionalmente consapevoli.

Nel caso di Antonella ho posto ad alta voce questa domanda: perché il corpo tollera questi parassiti e ne impedisce l’eliminazione? Avrebbe la possibilità di debellarli mentre invece si lascia invadere.

Indagare nella vita personale del paziente e nella genealogia permette di risalire alla radice profonda dei sintomi

Quello che abbiamo fatto è stato indagare nella vita personale e nella genealogia di Antonella, a caccia di un evento in cui è stato necessario tollerare un invasore.

Quando la risposta viene dal passato

La mamma di Antonella, Irene, ci racconta che sua madre, durante la guerra, quando lei aveva meno di due anni, si era trovata faccia a faccia con due uomini, soldati nemici, che avevano bussato alla porta di casa stanchi e affamati. Intimorita, la madre di Irene era stata costretta a dare ospitalità e cibo agli invasori. Poco prima di andare a letto, però, i soldati avevano preso in ostaggio Irene, minacciando di ucciderla qualora fossero stati denunciati.

La madre di Irene era stata costretta a dare ospitalità e cibo ai soldati nemici

I due spaventarono a morte la famiglia di Irene: avrebbero rivisto la bambina l’indomani solo se tutto fosse andato liscio. Possiamo immaginare la notte di terrore vissuta dai genitori di Irene (nonni di Antonella). La mattina dopo, fortunatamente, i soldati rispettarono la parola data, restituendo la piccola, sana e salva.

Mentre Irene raccontava l’accaduto, madre e figlie (all’oscuro dell’evento) hanno condiviso intense emozioni, accompagnate da numerosi brividi. Spesso i brividi accompagnano le prese di coscienza importanti. A quanto pare, Irene non ricordava il racconto di quella notte, il fatto le è tornato in mente in occasione della mia domanda.

Spesso i brividi accompagnano le prese di coscienza importanti

Cosa possiamo imparare?

Dal caso di Antonella puoi comprendere facilmente perché il suo corpo sentiva la necessità di tollerare gli invasori, ovvero gli ossiuri. In Antonella era attivo un programma inconscio. Ospitare i soldati aveva salvato la vita di Irene permettendo la nascita di una nuova generazione: Antonella, sua sorella e suo fratello.

Nelle settimane successive al laboratorio e alla rivelazione di Irene, Antonella mi ha riferito che il prurito anale era sparito e che l’infezione da parassiti sembrava risolta. Cosa che mi ha confermato anche a distanza di mesi.

Se soffri di parassitosi ricorrente, ti invito a fare a te stesso questa domanda: perché ti lasci invadere? In che modo è o è stata una soluzione utile per te o per un membro della tua genealogia tollerare un invasore? Ovviamente, il caso di Antonella e Irene è molto specifico. Il metodo che seguo, quello della Bioconsapevolezza (che integra i principi della Biopsicogenealogia) è antitetico alla medicina di massa. L’approccio è individuale e molto mirato.

Se soffri di parassitosi ricorrente, ti invito a fare a te stesso questa domanda: perché ti lasci invadere?

Quando si indaga ogni specifica situazione, è importante tenere a mente che il corpo è competente e che un programma biologico si attiva quando una situazione ha favorito la vita. Faccio un altro esempio. Non aver saputo o potuto dire di no a un rapporto sessuale ha portato a una gravidanza? Grazie a questa invasione la o il paziente oggi è vivo. Questo/a paziente potrebbe avere un problema ricorrente di ossiuri che non riesce a risolvere.

Prenditi cura del tuo intestino

Come ho già sottolineato su questo blog, la superficie totale dell’intestino, incluse le complesse estensioni dei villi, supera i 100 metri quadri. L’intestino è quindi l’organo di scambio più importante del nostro organismo. La salute globale del nostro corpo, di conseguenza, passa anche dall’intestino.

Gli intestini hanno un ruolo imprescindibile nella tutela della nostra salute complessiva e del nostro benessere. Ma ricordati anche che non siamo fatti di sola carne. Le emozioni e le memorie genealogiche influenzano il nostro stato fisico. Consapevoli della complessità e della competenza del corpo, possiamo agire con umiltà ed efficacia, integrando diversi punti di vista per sostenere l’organismo ed evitare battaglie logoranti che durano anni, come è accaduto ad Antonella.

Rinforzare il sistema immunitario pulendo l’intestino

Rinforzare il sistema immunitario pulendo l’intestino

Rinforzare il sistema immunitario è possibile anche a partire dalla cura dell’intestino. Difese immunitarie basse e intestino infiammato, infatti, sono correlati. Quando il tuo intestino è intasato o addirittura bloccato, l’assimilazione dei nutrienti vitali a livello dell’intestino tenue e l’eliminazione delle tossine da parte dell’intestino crasso vengono ostacolati.

Difese immunitarie basse e intestino infiammato sono correlati

Puoi immaginare, senza troppe difficoltà, tutte le conseguenze sul medio e sul lungo periodo di una situazione di stitichezza protratta o di evacuazione incompleta. Quando questo capita senti di avere meno energia, ci sono più tossine in circolazione nel corpo e si verifica un rallentamento di tutti processi metabolici. Fenomeni che finiscono per favorire l’infiammazione cronica e uno squilibrio diffuso, che ti allontana da uno stato ottimale di salute e benessere. Ecco come e perché puoi rinforzare il sistema immunitario svuotando bene l’intestino.

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Una macchina “troppo” perfetta

Paradossalmente, ci preoccupiamo più dello stato di tubi e motori della nostra auto che di quello del nostro apparato digerente. Pensiamo a cosa accadrebbe alla nostra automobile se il tubo di scarico fosse tappato o l’alimentazione funzionasse male: si fermerebbe dopo pochi chilometri.

Il corpo (purtroppo o per fortuna) ha la possibilità di tirare avanti comunque, grazie alla sua elevata capacità di adattamento, che ci permette di ignorare persino alcuni bisogni fondamentali.

Talvolta è solo quando ti liberi e riesci a “fare pulizia” nel tuo organismo che ti accorgi di quanto le cose andassero male prima. Perché finalmente ti senti meglio, sia fisicamente sia emotivamente. Sei più energico e leggero.

Alimentazione e igiene intestinale

Si racconta che la dott.ssa Catherine Kousmine, medico russo specializzato nella cura di patologie anche gravi attraverso l’alimentazione e l’igiene intestinale, ideatrice del metodo chiamato (appunto) Kousmine, si rifiutasse di trattare qualunque paziente se prima non aveva pulito in maniera profonda gli intestini. Questo perché l’intestino è il più grande organo di scambio del nostro organismo. Averlo intasato non solo ostacola l’insieme dei processi metabolici naturali (fisiologici e spontanei) ma anche ogni terapia a cui ci si sottopone.

L’intestino è il più grande organo di scambio del nostro organismo

Questo dato di fatto ti fa capire perché l’intasamento dell’intestino provoca difese immunitarie basse e intestino infiammato. Un intestino pulito funziona meglio e la salute dell’intestino si ripercuote sul benessere del corpo intero, permettendo di rinforzare il sistema immunitario. C’è chi parla dell’intestino come di un secondo cervello per la sua importanza sul regolamento e il benessere del corpo umano.

Intestino crasso ed energia di protezione

Nel corso dei miei studi di medicina cinese, ho imparato che è al livello dell’intestino crasso che si crea l’energia WEI. Si tratta di una forma di energia che ha una funzione di protezione. Fa da scudo verso le aggressioni esterne come per esempio virus, batteri, sostanze tossiche, ma anche traumi ecc. Per collocarla nel nostro paradigma occidentale, la qualità di questa energia condiziona, tra l’altro, il buon funzionamento del nostro sistema immunitario.

A livello dell’intestino crasso si crea l’energia WEI che ha un ruolo di protezione dell’organismo

Intestino crasso e salute dei polmoni

Sempre la medicina cinese, che prende in grande considerazione l’aspetto energetico del corpo, considera l’intestino crasso la via di uscita dei polmoni. È un emuntorio energetico. Per la medicina cinese ogni organo ha un emuntorio. Nei casi di cistifellea e vescica, che sono rispettivamente gli emuntori di fegato e reni, la correlazione con la nostra conoscenza anatomofisiologica è immediata. Mentre risulta un po’ meno evidente, per noi occidentali, indovinare che l’intestino crasso è l’emuntorio del polmone e l’intestino tenue quello del cuore.

Sulla base di queste conoscenze, si spiega come un intestino crasso in buona salute possa condizionare il benessere polmonare mentre un intestino tenue sano possa favorire la salute cardiaca.

L’autunno, una stagione favorevole

In medicina cinese, ad ogni stagione corrisponde una coppia organo/emuntorio.  La stagione della “coppia” fegato/cistifellea, per esempio, è la primavera, mentre quella di cuore/intestino tenue è l’estate. Alla coppia polmone/intestino crasso corrisponde l’autunno.

Diciamo che la coppia polmone/intestino crasso è la regina dell’autunno. Ecco perché ha senso prepararsi all’arrivo dell’autunno pulendo l’intestino a fondo con l’obiettivo di rinforzare il sistema immunitario. Voglio proporti qualche accorgimento per favorire e mantenere un intestino pulito e funzionale.

In medicina cinese ad ogni stagione corrisponde una coppia organo/emuntorio

Come svuotare bene gli intestini ogni giorno

Tante persone che presentano sintomi e patologie di vario genere, non pensano di intervenire sulla pulizia degli intestini. Vanno in bagno regolarmente e credono di possedere un apparato digerente che funziona bene. Andare in bagno ogni giorno però non garantisce un’evacuazione corretta e completa delle feci. Capiamo innanzitutto quali sono le cattive abitudini che rendono difficile svuotare gli intestini completamente.

Andare in bagno ogni giorno però non garantisce un’evacuazione corretta

Abitudini culturali che ostacolano lo svuotamento dell’intestino

Le abitudini del mondo occidentale possono essere di ostacolo a una buona evacuazione quotidiana. A partire dai water, che ci fanno assumere la posizione seduta, in cui il tronco e le gambe sono a 90 gradi l’uno rispetto alle altre. Questa posizione non favorisce la defecazione naturale, anzi, può favorire la stipsi di tipo espulsivo, la più diffusa.

Quando ci sediamo sul water il muscolo puborettale, che serve a mantenere la continenza, non si rilassa del tutto e impedisce una naturale defecazione. Avresti mai detto che un oggetto tanto famigliare come il nostro water potesse contribuire a infiammare l’intestino e indirettamente indebolire il sistema immunitario?

Rimedio alla modernità

Quando non esistevano i water, la posizione naturale primitiva per defecare era accovacciati. Questa posizione, che oggi chiamiamo squat, comporta un angolo di circa 35 gradi tra tronco e gambe. Oltre a permettere al muscolo puborettale di rilassarsi del tutto, lo squat provoca una pressione addominale che favorisce la fuoriuscita delle feci. Il risultato è una defecazione veloce e completa.

I water alla turca sono quindi più adatti allo svuotamento corretto degli intestini e indirettamente contribuiscono a rinforzare le difese immunitarie. Per fortuna, per risolvere la faccenda, non serve per forza distruggere i nostri water, sostituirli con i water alla turca o tornare a vivere nei boschi! Per replicare la posizione accovacciata, pur essendo seduti sui nostri water convenzionali, basta utilizzare uno sgabello. Posizionato sotto i piedi, permette di tenere le gambe sollevate e di assumere la posizione migliore per favorire lo svuotamento ottimale dell’intestino, ogni giorno.

Svuotare completamente gli intestini

A seconda delle tue abitudini alimentari, è consigliabile svuotare completamente gli intestini una o due volte all’anno. Immagina questa pratica come una sorta di grande doccia interna per rinforzare il sistema immunitario e guarire un intestino infiammato.

Dalla disciplina dello yoga arriva la Shank Prakshalana, una pratica che permette di fare proprio questa doccia interna dell’intestino, svuotandolo completamente.

La Shank Prakshalana è una pratica che permette di fare una doccia interna dell’intestino

Non devi fare altro che bere dell’acqua salata tiepida a digiuno, associando a questa bevanda dei movimenti molto semplici, che permettono di fare progredire l’acqua lungo tutto il tubo digerente. Attenzione: è necessario che l’acqua sia sufficientemente salata perché rimanga negli intestini e non venga assorbita per osmosi nel sangue.

Provare la Shank Prakshalana

Scegli una mattina in cui sei libero da impegni e che puoi trascorrere tranquillo a casa, con un bagno a disposizione. Ricordo che la pratica va eseguita a digiuno. Bevi un bicchiere di acqua salata tiepida e poi esegui gli esercizi consigliati in questo video.

Successivamente bevi un altro bicchiere e ripeti la sequenza di esercizi. Dopo qualche bicchiere, scoprirai che l’acqua ingerita inizierà a uscire dal colon ed entrerai in una seconda fase, in cui dopo ogni bicchiere avrai la necessità di una sosta in bagno. Procedi fino a quando quello che evacui non è altro che acqua trasparente. Alcune testimonianze raccontano di aver espulso noccioli di ciliegie a febbraio, presenti nell’intestino da almeno sei mesi se non da anni.

Se puoi, ti consiglio di rivolgerti a un esperto per svolgere questa pratica la prima volta. La Shank Prakshalana è controindicata per chi soffre di:

  • ulcera dello stomaco
  • affezioni acute del tubo digerente (diarrea acuta, colite in fase acuta, appendicite acuta)
  • tubercolosi digestiva
  • cancro del tubo digerente

Alternative al lavaggio completo

Se pensi che per te sia troppo complicato eseguire una Shank Prakshalana puoi fare regolarmente qualche clistere con acqua tiepida e camomilla, per esempio. In questo modo pulirai solo il colon ma è già un buon inizio. Prendi in considerazione anche l’idrocolonterapia, nella quale un esperto esegue il lavaggio del colon con appositi macchinari.

Acqua e camomilla possono essere usare per pulire il colon

Un grande potere sulla tua salute

La superficie totale dell’intestino, incluse le complesse estensioni dei villi, supera i 100 metri quadri; facendo dell’intestino, come ho già accennato, il più grande organo di scambio del nostro organismo.

Ecco perché la difesa dell’integrità intestinale è una delle azioni protettive più importanti da compiere per favorire il benessere a 360 gradi. È un passo fondamentale per rinforzare il sistema immunitario e prenderti cura della tua salute.

 

 

Imparare a rispettarsi per stare meglio soli e con gli altri

Imparare a rispettarsi per stare meglio soli e con gli altri

Imparare a rispettarsi consente di stare meglio non solo con se stessi ma anche con gli altri, migliorando la qualità della vita nostra e delle persone che ci circondano. Di riflesso, pure la società in cui viviamo migliora, diventando più inclusiva e benevola verso le specificità di ognuno. Può sembrare un’affermazione iperbolica, invece ha solide basi: imparare a rispettarsi accresce Pace e benessere.

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Come spesso accade sulle pagine di questo blog, per spiegarti il percorso che porta dal rispetto di te stesso al benessere dell’intera società, ti chiedo di concedermi fiducia. Accetta di guardare le cose da un nuovo punto di vista. Innanzitutto osserviamo quello che accade intorno a noi.

Il clima sociale è teso

Lo stato di paura e confusione che molti di noi stanno vivendo in questo momento, alimentato dall’incoerenza delle misure di chi comanda e dalla perdita di libertà fondamentali in nome di un ipotetico bene superiore, sta creando un clima sociale sempre più teso. I tentativi di segregazione e le opinioni contrastanti espresse con prepotenza non fanno che peggiorare la situazione.

La storia ci insegna quanto siano pericolose questo tipo di premesse, che in altri periodi e luoghi hanno portato a guerre civili e derive dittatoriali.

Siamo chiamati ad agire

Fortunatamente c’è qualcosa che possiamo fare per contribuire a riequilibrare il clima sociale e invertire la rotta, rimettendoci tutti su una strada caratterizzata da libertà, verità e pace. Come avrai già indovinato, si tratta proprio di imparare a rispettarsi. Metti da parte temporaneamente eventuali pregiudizi e diffidenze: ti invito a seguire il mio ragionamento.

Ti propongo una visione divergente che sicuramente non troverai tra le pagine dei contenuti web mainstream e che difficilmente ascolterai in radio o in televisione.

Diverse discipline filosofiche e spirituali insegnano che la realtà esterna non fa altro che riflettere quella interna. Ecco perché, come è mia abitudine, ti esorto ad agire lì dove hai un grande potere, ovvero su te stesso. Modificando la tua realtà interiore parteciperai direttamente al cambiamento del mondo esterno.

C’è qualcosa che possiamo fare per contribuire a riequilibrare il clima sociale e invertire la rotta

Quando predomina il rispetto la società è sana

In questo periodo, le espressioni di odio e intolleranza verso gli altri si moltiplicano a vista d’occhio, soprattutto sui canali messi a disposizione dai social network. Persino alcune figure che hanno una certa autorità istituzionale si permettono di pubblicare commenti completamente fuori luogo. Eppure la nostra cultura condivisa e i principi educativi predominanti ci insegnano il rispetto degli altri (almeno in teoria). Si tratta di un principio intelligente: una società in cui predomina il rispetto è sana e contribuisce alla creazione di un clima in cui è piacevole vivere.

Sono personalmente convinta che l’imperativo di rispettare il prossimo sia un insegnamento prezioso, al quale però vorrei aggiungere un ma. Dobbiamo rispettare gli altri ma nel farlo non dobbiamo mancare di rispetto verso noi stessi.

Rispettare gli altri è fondamentale, a patto di rispettare sempre anche se stessi

Attenzione allo spirito di sacrificio

L’atto di sacrificare se stessi viene visto spesso come la massima espressione di altruismo. Purtroppo, questo dogma ha effetti devastanti sulla salute delle persone, effetti che si ripercuotono sulla qualità delle relazioni e più estesamente sul clima sociale.

Da questo malinteso, che promuove il massimo rispetto per gli altri a costo del rispetto per se stessi, nasce un pericoloso circolo vizioso. Quando ti sacrifichi per gli altri ti aspetti che loro facciano altrettanto per te. Se questo non accade, puoi sperimentare delusione, rabbia, frustrazione e ostilità. Sentimenti che spesso sfociano nella mancanza di rispetto. Portare l’esigenza di rispettare gli altri all’estremo non fa altro che eliminare del tutto la possibilità che ciascuno venga rispettato.

Voglio correre il rischio di passare per egoista: quando si parla di rispetto ti suggerisco di invertire le priorità. Prima di tutto rispetta te stesso e in secondo luogo gli altri. Questo perché l’amore e il rispetto per te stesso è la chiave del tuo amore e del rispetto per gli altri.

Imparare a rispettarsi: a che punto del percorso sei?

Se pensi che il rispetto per te stesso sia già una priorità per te, ti propongo di fare il punto della situazione. Come da mia abitudine, ti consiglio di rispondere ad alcune domande. Puoi farlo nella tua testa, ma è meglio se trovi un po’ di tempo per mettere le risposte nero su bianco.

La domanda fondamentale da cui partire è: cosa senti per te stesso? Chiediti poi qual è la qualità del tuo dialogo interiore, cioè cosa ti dice la voce che è dentro di te e commenta costantemente tutto quello che fai. Quale tono ha questa voce? Ti parla in modo amorevole e incoraggiante oppure usa parole dure, taglienti e fredde?

I contenuti del monologo interiore che ti accompagna quotidianamente sono pieni di amore, compassione, sostegno, rispetto e fiducia nel tuo valore? Sperimenti mai momenti di sereno silenzio? Oppure, al contrario, il monologo interiore che si svolge nella tua testa è oberato da giudizi, dubbi, svalutazione, e silenzi imbarazzati? Quando il tuo dialogo interiore è pieno di virus mentali rispettarsi diventa difficile.

I virus mentali ostacolano il rispetto di sé

Se la tua voce interiore ti ripete continuamente giudizi svalutanti, rispettarsi diventa difficile se non impossibile. Quante volte pensi cose come: sei uno stupido! Non sai fare nulla! Non ti applichi abbastanza! Dovresti vergognarti di te eccetera? Quante volte invece riconosci la tua bravura e onori la tua umanità, il tuo essere un individuo in divenire?

Lavorare sul dialogo interiore è il primo passo per rispettare te stesso

Nella mia esperienza di medico ho sentito centinaia di individui esprimere giudizi pesantissimi su loro stessi. Insulti che difficilmente riuscirebbero a rivolgere ad altri. Troppo spesso la persona è così impegnata a insultarsi e parlare male di sé che non se ne rende neppure conto.

Il primo passo da fare per imparare a rispettarsi è quello di diventare consapevoli del proprio dialogo interiore. La voce che ti accompagna costantemente, ventiquattro ore al giorno, sette giorni su sette, influenza drasticamente la tua vita.

Cosa succede quando non ti rispetti

Se non ami e non rispetti te stesso influenzi negativamente la realtà che ti circonda. Attirare situazioni e persone in grado di valorizzarti, rispettarti e amarti per quello che sei diventa molto difficile. Quando non ti stimi, sei circondato da persone che fanno altrettanto.

Ti senti colpevole perché non sei all’altezza di una situazione che stai vivendo, o per qualunque altra ragione? Attirerai persone pronte a colpevolizzarti e a punirti.

Quello che senti e che pensi di te stesso si riflette su quanto gli altri pensano di te

Forse ti lamenti di quanto ti accade e del fatto che gli altri non ti apprezzano, ma il vero problema è che inconsciamente dai loro ragione. Credi di non meritare rispetto, felicità o fiducia. Ritenere che in qualche modo tu possa meritare il male che gli altri pensano o preparano per te ti rende vulnerabile. Ti fa vacillare. Ti invito a guardare situazioni di questo genere con occhi nuovi: non c’è nulla che ti possa danneggiare, nel mondo esterno. A meno che non sia tu stesso a ritenerti poco meritevole di una vita felice.

Fare pace con il giudice interiore

Il rispetto di sé si può ottenere facendo pace con il giudice più spietato che ci sia: quello che tu hai eretto a dittatore del tuo dialogo interiore e che ti spinge a rincorrere un ideale irrealizzabile. Quel giudice ti fa sentire incapace e inadatto. Ti fa tremare di paura e ti impedisce di dormire la notte. Non fai che sacrificarti e svalutarti per ottenere la sua clemenza.

Ti capita spesso di giudicarti pesantemente?

Non solo: qualunque conferma arrivi dagli altri, tu non la senti neppure. Giudizi negativi e rimproveri ti feriscono duramente e continuano a girare nella tua testa. Invece complimenti e approvazioni del tuo valore finiscono presto nel dimenticatoio.

Ti suggerisco di mandare in pensione questo giudice, che ha lavorato tanto intensamente per molti anni: si merita di riposare. Quando lo avrai fatto, le critiche e i giudizi altrui non avranno più il potere di destabilizzarti.

Cosa accade quando impari a rispettarti

Se ami e rispetti te stesso saprai rifiutare ed evitare ogni situazione di sopruso o mancanza di rispetto. Nel momento in cui hai stima di te e ti riconosci il diritto di essere felice, si attiverà una sorta di radar per gli atteggiamenti tossici… Un campanello di allarme suonerà ogni volta che delle persone negative ti avvicineranno. Saprai mettere dei limiti in modo assertivo: non sei disposto a essere trattato male. E di fronte alle persone incapaci di cambiare atteggiamento nei tuoi confronti potrai tranquillamente tenere una rispettosa distanza.

Amare te stesso e rispettarti ti darà il potere di riconoscere persone e situazioni tossiche

Quando incontrerai persone che con le proprie parole o azioni nutrono relazioni cariche di rabbia, paura, pregiudizi e contrapposizione, saprai che stanno esprimendo verso l’esterno quello che sentono dentro. Ma questo non può toccarti.

Ti ricordo che il buio non ha nessun potere sulla luce. La luce spazza via il buio, non il contrario. Anzi: il buio esalta la luce. Chi disegna ne fa esperienza grazie alla tecnica del chiaroscuro.

La luce spazza via il buio, non il contrario

Qualcuno ti rivolge una critica? Accoglila con umiltà, senza prenderla sul personale. La consapevolezza di essere un piccolo niente aiuta ad accettare di essere fallibile e di avere un punto di vista ridotto sulla realtà. La condivisione con altre persone di punti di vista alternativi diventa un’opportunità di crescita.

Umiltà, rispetto e amore per te stesso

L’amore per se stessi a volte è scambiato per egocentrismo e mancanza di umiltà. Ma io non sono assolutamente d’accordo. Puoi essere consapevole e grato del fatto di essere il risultato straordinario di generazioni di coppie che si sono amate. La Vita le ha attraversate per arrivare fino a te.

L’amore per se stessi non ha niente a che fare con l’egocentrismo

Puoi riconoscere la meravigliosa alchimia che è in atto dentro di te in ogni istante. Puoi rimanere a bocca aperta e ammirare i meccanismi del corpo: il cuore che batte, gli occhi che osservano il mondo, il respiro. Miliardi di cellule in movimento senza che la tua mente debba intervenire. Puoi abbracciare e onorare la tua unicità, la tua complessità e i tuoi paradossi.

Se riconosci questa bellezza in te, la potrai attribuire a qualunque essere vivente e sentirti in comunione con l’Universo. Dare credito al tuo immenso valore è un atto che può tranquillamente convivere con il fatto di sapere di essere un piccolo niente nell’universo.

Ricorda, infine, che rispetto per sé e rispetto per gli altri sono fortemente legati. Se ami e rispetti te stesso potrai davvero amare e rispettare gli altri per quello che sono.

Imparare a rispettarsi condiziona le azioni

Dalla gioia e dalla serenità che derivano dal fatto di essere al contempo un miracolo e un piccolo niente, saprai attingere le energie per amare e rispettare anche gli altri e condividere con loro il tuo modo di vedere e di sentire.

Le tue parole saranno portatrici di unità, amore e fiducia. Le tue azioni saranno ispirate e contribuiranno a creare un clima di benessere e rispetto diffuso. Saranno il tuo contributo unico e irripetibile a questo mondo. Toccherai con mano il fatto che la gioia condivisa si moltiplica. La luce che emanerai sarà nutrimento per chi ne ha bisogno.