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Riaccendere l’intimità nella coppia: consigli pratici

Riaccendere l’intimità nella coppia: consigli pratici

Ci sono mattine in cui ti svegli accanto alla stessa persona da dieci, quindici, vent’anni e ti sorprendi a pensare: ma quando è successo? Possiamo ancora riaccendere l’intimità? Perché non c’è più complicità? Non c’è stata una rottura, non c’è stato un tradimento. È successo piano piano, senza che nessuno se ne accorgesse davvero. L’amore è ancora lì, solido, reale, ma l’intimità si è come esaurita tra le bollette da pagare, i figli da portare a scuola, le carriere da gestire. La coppia ha iniziato a vivere come se si fosse coinquilini efficienti: organizzati, coordinati ma distanti.

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C’è la stanchezza, certo. Non si può negare. C’è, però, anche qualcosa di più sottile: la sensazione di conoscersi così bene, dopo tanti anni, che tante cose sembrano scontate. E non è più ovvio che ci siano nuove cose da scoprire, sull’altro o con l’altro. Quella familiarità che un tempo dava sicurezza diventa, a volte, l’alibi per smettere di cercarsi. Non è colpa tua. Non è colpa del tuo partner. È quello che succede quando la vita quotidiana occupa tutto lo spazio e non rimane più posto per il “noi”.

La coppia ha iniziato a vivere come se si fosse coinquilini efficienti

La trappola dell’oasi nel deserto

Il riflesso naturale, quando ci si accorge di questa distanza, è pensare a qualcosa di grande: una serata romantica, un weekend per due senza figli, un evento speciale. L’idea non è sbagliata di per sé. Il problema è il contesto in cui avviene. Quando tra due persone si è accumulato un lungo periodo di silenzio affettivo (poche carezze, pochi sguardi, pochi momenti di vera connessione), quell’occasione speciale rischia di portarsi sulle spalle un peso enorme. Diventa la chance per compensare tutto ciò che è mancato. Deve essere magica. Deve sistemare tutto in una sera. Senti già la pressione che si crea? Io sì, la sentirei.

È come un’inondazione dopo una siccità prolungata: invece di dissetare, allaga. Finisce spesso in silenzi imbarazzati o in discussioni su cose banali, e ci si ritrova ancora più lontani di prima. Prima di andare avanti, vorrei chiarirti cosa intendo per intimità: non solo la dimensione sessuale, ma un’intimità a 360°: fisica, sessuale, emotiva, mentale, spirituale. Tutto ciò che fa sentire due persone davvero vicine.

Intimità non è solo intesa sessuale e fisica ma anche emotiva, mentale, spirituale

L’intimità non si riaccende: si coltiva

Il cambiamento che propongo non è un grande gesto. È una strategia diversa, quella delle micro-azioni. Piccoli gesti quotidiani che, sommati nel tempo, portano a risultati straordinari. L’intimità è come un fiore, ha bisogno di acqua costante, di terreno nutriente, di rispetto per i propri ritmi. Non si tratta di riservare un’ora e “entrare nell’atmosfera giusta”. Si tratta di non lasciare passare un giorno senza un momento, anche breve, di connessione reale.

Spesso non agiamo non perché non vogliamo, ma perché le azioni che ci sembrano necessarie appaiono troppo grandi, troppo impegnative. La strategia delle micro-azioni sposta la prospettiva, iniziando da quello che è piccolo, semplice, fattibile anche nelle giornate più piene. Prima di arrivarci, però, analizziamo insieme due premesse importanti.

Prima premessa: perché l’intimità possa fiorire, serve sicurezza

Non la sicurezza di chi sa già come andrà a finire, quella è prevedibilità, e può diventare noia. Intendo la sicurezza profonda di chi si sente accolto, rispettato, libero di mostrarsi per quello che è senza il timore di essere giudicato. È la condizione essenziale perché ciascuno osi aprirsi, esprimere la propria vulnerabilità, essere autentico, senza rischiare al contrario di diventare vittima, di rischiare la propria incolumità. Senza questo terreno, nessuna micro-azione attecchirà.

Se la tua relazione non permette ancora questo tipo di spazio, il percorso che ti consiglio è prima di tutto personale. Lavora per rafforzare l’autostima, riconoscere cosa vale davvero per te, imparare a scegliere relazioni appaganti e nutrienti per quello che sei e in cui credi. Il tutto per evitare coloro che non ti vogliono realmente bene e che potrebbero reagire con soprusi e violenza di fronte alle tue manifestazioni di autenticità.

Seconda premessa: i rancori non si risolvono con l’ossitocina

Se quando pensi all’idea di riavvicinarti al tuo partner senti una resistenza, stanchezza, diffidenza, oppure un dolore difficile da nominare, accogli le tue sensazioni come un’informazione preziosa. Quando l’intimità se ne va, non è quasi mai solo per mancanza di tempo o di strumenti. Spesso ci sono cose non dette, risentimenti accumulati, ferite che non si sono mai chiuse. In quel caso il percorso da fare è di riconciliazione, non di riaccensione, e merita l’accompagnamento di uno psicoterapeuta di fiducia.

Un primo passo che spesso aiuta, anche prima di cominciare qualsiasi altro lavoro, è questo: scrivi una lettera simbolica al tuo partner. Una lettera che non consegnerai, che non farai leggere, ma che ti permette di portare fuori liberamente tutto quello che tieni dentro, senza il rischio di innescare conflitti. I silenzi allontanano, e questa lettera è un modo per rompere il silenzio con te prima ancora che con la persona con cui stai.

Una volta scritta, bruciala. Metti le ceneri ai piedi di una pianta. È un gesto simbolico che appartiene a molte tradizioni di trasformazione: permette al dolore bloccato (a volte da anni) di farsi leggero e fertile e tornare nel ciclo della vita. È un regalo per te, e indirettamente per la qualità della vostra relazione.

I silenzi allontanano, la lettera simbolica serve a rompere il silenzio con te prima ancora che con la persona con cui stai

Cosa fare, concretamente

Se le premesse ci sono, quando la relazione è un luogo sano e il terreno è fertile, allora puoi cominciare a introdurre nel quotidiano quei gesti piccoli che sembrano insignificanti ma non lo sono affatto. Un bacio rubato in cucina. Una domanda sincera su come sta davvero andando la sua giornata. Una carezza offerta senza aspettarsi nulla in cambio.

Il corpo risponde a questi gesti in modo misurabile: bastano 20 secondi di contatto fisico affettuoso, come un abbraccio per aumentare i livelli di ossitocina, l’ormone dell’attaccamento, del 20%. Non è retorica, è fisiologia. Il corpo non richiede molto per cominciare a sentirsi di nuovo vicino.

Potete scegliere insieme dei piccoli rituali quotidiani: dirsi “ti amo” guardandosi negli occhi davvero, non di corsa. Cinque minuti serali di tocco senza nessun intento sessuale, un massaggio alla schiena, ai piedi, al cuoio capelluto, alle mani, o semplicemente ballare insieme in cucina. Oppure, a turno, dire all’altro una cosa concreta per cui si è grati oggi, o una cosa che si ama di lui o lei.

Bastano 20 secondi di contatto fisico affettuoso, come un abbraccio per aumentare i livelli di ossitocina

La chiave di questi momenti è l’approccio: non vivere questi consigli come compiti da svolgere, ma come un’esperienza da esplorare con curiosità. Nessuna aspettativa di risultato, nessuna pressione di dover arrivare da qualche parte. Solo la disponibilità a fare l’esperienza, e vedere cosa succede.

Un consiglio pratico che cambia tutto: vale la pena, anche se può essere controintuitivo, usare un timer. Stabilite insieme la durata del momento (due, cinque, dieci minuti) e quando suona, quel momento finisce. Anche se nel frattempo si è svegliato il desiderio di andare oltre, ci si ferma. Fra qualche ora, il giorno dopo (perché no) se entrambi ne avete ancora il desiderio, potrete riprendere. Ma l’accordo di fermarsi serve a costruire qualcosa di fondamentale: la possibilità di vivere un’intimità leggera, senza pressione, senza l’obbligo di passare da “niente” a “tutto”. L’obiettivo non è la performance, è la presenza.

Vale la pena, anche se può essere controintuitivo, usare un timer

Infine, non dimenticare la cura di te. Una persona che si nutre, nel movimento, nelle amicizie, negli interessi che la fanno sentire viva, porta più vitalità nella relazione. Non è egoismo, è avere qualcosa di reale da condividere.

Nessuna coppia ricostruisce l’intimità in una sera. Ogni coppia però può scegliere, oggi, di tornare a guardarsi con curiosità e con tenerezza. Inizia con un gesto piccolo, sii gentile con te e con l’altro. Man mano che passa il tempo, ti accorgerai di guardare il tuo partner con occhi diversi… grati, amorosi, sorpresi di avere ancora tanto da scoprire.

Dire no, quando fa bene alla coppia e perché

Dire no, quando fa bene alla coppia e perché

Dire no è fondamentale per dare valore ai tuoi sì. Se non riesci a dire no finirai per non rispettare te stesso e le tue priorità in molti settori importanti della vita. In questo articolo, voglio concentrarmi sulla coppia.

Non autorizzandoti a dire no, magari perché pensi che farlo scatenerebbe liti e incomprensioni, potresti lasciare che si accumuli tensione tra te e il tuo partner. Potresti persino arrivare a una rottura che non vuoi.

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Limitare la comunicazione non è una buona strategia. Serve solo a procrastinare lo scontro o nascondere i problemi. Dire no in modo salutare è rispettoso nei confronti di te stesso, e non può che fare bene alla coppia. Perché rispettare il tuo modo di sentire significa dimostrare rispetto anche per l’altro. Dire no è coraggioso e necessita determinazione. Dire no manifesta il tuo desiderio di impegnarti e metterti in gioco: significa che tieni all’altro e alla qualità della relazione di coppia.

Dire no in modo salutare è rispettoso nei confronti di te stesso, e non può che fare bene alla coppia

In questo articolo vediamo insieme come imparare a dire no. Puoi applicare questi consigli le volte in cui non puoi o non voi fare qualcosa. Per esempio, sei troppo stanco per prenderti carico di un obbligo familiare o di una faccenda domestica.Oppure non hai nessuna voglia di accompagnare il tuo partner a quella cena con i suoi amici. L’obiettivo non è cercare giustificazioni per tirarsi indietro dalle proprie responsabilità. Al contrario, vorrei darti i mezzi per fare al meglio le cose che rispecchiano le tue capacità e i tuoi talenti e per facilitare una tua vita di coppia viva e appagante.

Dire no è coraggioso e necessita determinazione

Prendi posizione

Sia dire no sia dire sì sono prese di posizione preziose per la coppia, perché significa che ti stai assumendo la responsabilità di contribuire alla relazione e che vuoi esserne protagonista.

Quando si crea una relazione di coppia, i due partner si conoscono man mano e scoprono i loro obiettivi individuali e quelli comuni, che fanno la felicità di entrambi. All’interno della relazione, ciascuno ha l’opportunità di mettere il proprio carattere, la propria sensibilità e i talenti al servizio di questi obiettivi.

In questo quadro, il no rappresenta un’informazione preziosa. Fornisce dati su aspettative, modi di essere e di sentire che l’altro potrebbe non avere ancora indovinato. Così facendo può emergere il personale contributo e punto di vista di ognuno.

Il no rappresenta un’informazione preziosa

Dire sì quando pensi no scatena rabbia e frustrazione

Pensa a quello che succede quando vorresti dire no e invece dici sì. Se non permetti mai a te stesso di dire no all’interno della coppia, potresti sentire crescere dentro di te una forte irritazione.

La rabbia emerge perché non sei stato tempestivo nel farti rispettare: hai lasciato passare troppo tempo, hai accumulato tensione, hai autorizzato diverse piccole violazioni senza reagire. Questa rabbia che senti serve a fornirti l’energia per creare un cambiamento. Ti consiglio di riconoscerla come un segnale utile e di non scaricarla sull’altro. Ricordati che il tuo modo di vivere la situazione ti appartiene.

Non è l’altra persona che ti fa arrabbiare e non è neppure detto che il tuo partner ti abbia mancato di rispetto: ha semplicemente espresso una richiesta.

Tu, però, ti puoi sentire violato e forzato a fare qualcosa che non vuoi… Quando ti senti così ti consiglio di trovare un modo per scaricare la rabbia. Vai a camminare o concediti un urlo muto, per esempio. Dopo potrai discutere quanto ti succede con calma ed efficacia.

Saper dire no per essere autentico

I falsi sì sono false informazioni che distorciono le carte in tavola. Se non esprimi e non condividi le tue esigenze, non informi l’altro sulla tua reale posizione.

Il tuo partner ha scelto te, non qualcun altro. Dire no significa esserci, cioè assumersi il rischio di affermare se stessi, creando valore aggiunto anche per l’altro.

I falsi sì sono false informazioni che distorcono le carte in tavola

Dire no ti permette di essere affidabile

Imparare a dire no ad alcune cose significa dire veri sì ad altre. Ogni no sano che riesci a pronunciare ti permette di concentrarti sulle tue priorità e di fare dei passi in avanti nella costruzione di una relazione di coppia felice.

Le giornate durano solo 24 ore, di conseguenza siamo costretti a fare delle scelte tra le cose che vogliamo e possiamo fare e quelle che non vogliamo e non possiamo fare.

Concentrati sul fatto che dire no significa permettersi di dire sì a quello che conta davvero per sé e per la coppia. Saper dire no permette di essere fedele ad altri impegni ai quali hai detto sì. Condizione indispensabile per essere affidabile.

Il no apre le porte a una relazione appagante

Se sei consapevole dell’importanza dei no, sarai anche più capace di accettare un no dalla persona amata. Perché saprai che non sta dicendo di no a te, non ti sta rifiutando. Sta semplicemente dicendo di sì a qualcosa d’altro, più in linea con il suo modo di essere, con i suoi desideri in quel momento e con gli impegni già presi.

Questo favorisce una relazione serena basata sulla libertà e il piacere della collaborazione e della condivisione, più che sul dovere e la costrizione.

Quando dire no è difficile

Dire no all’interno della coppia significa mettere dei paletti, limitando in modo salutare per entrambi le richieste e le aspettative del partner. Spesso, però, dire no è difficile. Le ragioni possono essere diverse.

Prima di tutto, dire no è complicato se non conosci te stesso. Essere consapevole dei tuoi desideri e delle tue priorità è un aiuto molto importante per decidere se dire sì oppure no a una richiesta.

Cosa desideri veramente? Potresti non saper rispondere, magari perché a furia di dire sì al posto di dire no ti sei allontanato dai tuoi veri desideri ed emozioni. Rifletti su quali sono le tue inclinazioni. Pensa alle tue esperienze passate e a quello che ti riesce meglio. A quello che ti da gioia.

Dire no è complicato se non conosci te stesso

Accettare i propri limiti

Se accetti un impegno che non potrai onorare rischi di fare le cose male e in ritardo, raccogliendo lo scontento della persona che contava su di te.

Dobbiamo farcene una ragione, nessuno di noi è un super eroe, in grado di accontentare tutti e sempre. Impara a riconoscere i tuoi limiti e accettali per quello che sono. Hai tutto il diritto di non essere sempre perfetto e accomodante. La giornata dura solo 24 ore: è giusto avere delle priorità. In pratica è assolutamente normale e sano il fatto che tu abbia voglia di dire di no.

Voler dire di no è assolutamente normale e sano 

Credere di doversi sacrificare in nome dell’amore

Sacrificarsi per l’altro al punto di dimenticare se stessi, non è un regalo per nessuno. Sacrificio e amore non sono legati. Attenzione: sto parlando del sacrificio che minaccia la tua gioia.

Sempre a causa del fatto che non possiamo fare tutto, ci sono dei momenti in cui potresti decidere di sacrificare alcuni aspetti della tua vita, perché qualcos’altro è diventato sacro per te, dunque prioritario. In questo caso non c’è frustrazione e rabbia, ma al contrario si prova un coinvolgimento profondo. Agisci in pace e con amore, con tutto il tuo cuore.

Avere paura delle conseguenze

Molti dicono sì al posto di dire no perché hanno paura delle conseguenze negative. Temono che dire no peggiori la qualità della relazione. Temono di essere svalutati e abbandonati. Se però imparerai a comunicare, come ho già sottolineato, il no diventerà una risorsa, parte integrante di una buona relazione.

Anche la società e l’educazione hanno un ruolo importante nella tendenza a dire sì al posto di dire no. Molte persone sono oppresse da una serie di credenze limitanti. Forse anche tu pensi che non puoi dire di no a una persona amata, perché interpreti il no come mancanza di amore, di gentilezza o di rispetto, quando in realtà può essere il contrario. Ti invito a fare questa auto-riflessione: quali convinzioni ti impediscono di dire no al tuo partner?

La società e l’educazione hanno un ruolo importante nella tendenza a dire sì al posto di dire no

Nel momento in cui riesci a riconoscere le convinzioni bloccanti che ti impediscono di rispettare te stesso dicendo di no quando ne hai bisogno, cerca di togliere loro potere. Rifletti sul fatto che sono solo punti di vista e non verità assolute.

Un’esperienza mai fatta

Un’altra ragione per la quale può essere difficile per te dire no è che semplicemente tu non hai esperienza in materia. Hai sempre detto di sì a tutto e iniziare a dire no rappresenta per te una sfida verso l’ignoto. In questi casi non è raro che l’immaginazione costruisca scenari catastrofici, che impediscono di cambiare abitudine. Se è il tuo caso, ti serve allenamento.

Inizia con il dire dei no facili. Prova a dire di no a richieste che hanno poca importanza e che molto probabilmente non susciteranno proteste da parte dell’altro. Ti accorgerai rapidamente che il mondo non crolla a causa dei tuoi no. Quando avrai acquisito gradualmente fiducia in te stesso, potrai iniziare a dire no anche di fronte a richieste relative a bisogni e aspettative più importanti.

L’esperienza ti consentirà di essere più consapevole delle conseguenze dei tuoi no e imparerai a gestire le risposte e le reazioni del tuo coniuge.

Il no è sempre legittimo?

Abbiamo sottolineato che è perché sai dire no che il tuo sì ha valore. Vale anche all’opposto: poiché sai dire sì, il tuo no ha valore. Se ogni volta che ti viene chiesto qualcosa dici di no, il tuo no rischia di perdere la sua legittimità.

Quando la richiesta dell’altro è valida, il tuo no può non esserlo. Questo accade, ad esempio, se il tuo partner ti chiede di fare qualcosa che di comune accordo avete deciso di far rientrare nei tuoi compiti. Ad esempio occuparsi del bucato o accompagnare i bambini a scuola. Oppure può succedere che l’altro ti chieda di lavare i piatti per una volta, perché non si sente bene. Tu odi farlo, ma eccezionalmente potresti prenderti questa incombenza. Prima di dire no, chiediti onestamente se in quella specifica situazione ne hai diritto.

Quando la richiesta dell’altro è valida, il tuo no può non esserlo

C’è modo e modo di dire no

Nel momento in cui ti sarà chiara l’importanza di dire no e ti sarai esercitato a capire in quali situazioni il no è legittimo e perché, potrai anche lavorare sul modo di dire no. Si può dire no in modo amorevole e sereno. Soprattutto se sei consapevole che il tuo no può essere un regalo per l’altro e per la coppia.

Il no, un regalo per l’altro

Facciamo un esempio che dimostra come il no può trasformarsi in un’opportunità. Nel momento in cui, dicendo di no al tuo partner che ti chiede di andare a ballare, gli (o le) permetti di trovare qualcun altro più entusiasta con cui condividere l’esperienza, sarete entrambi più felici. Piuttosto che portare te che ballerai tutta la sera con il muso, si divertirà molto di più con un amico o un’amica che ama ballare. E tornerà pieno di entusiasmo per condividere con te altri aspetti della vostra vita in comune.

Quando diciamo di sì controvoglia, la qualità del nostro contributo nell’attività che avremmo evitato volentieri è mediocre. Abbiamo trasformato un potenziale momento di piacere in una costrizione. Nel momento in cui diciamo sì oppure no in modo allineato con il nostro sentire, la qualità della nostra presenza migliora drasticamente. La tua capacità di dire di no ti apre alla possibilità di essere per l’altro un partner entusiasta o un pesante musone.

Il no non è un’azione contro l’altro

Come ho già accennato, dire no non significa disinteressarsi dell’altro e delle sue richieste. Quando dici i tuoi no cerca di farlo presente al partner e prima di tutto a te stesso. In questo modo sarai sereno quando ti rifiuterai di fare qualcosa.

Spiegare chiaramente le ragioni del tuo no, non serve a giustificarsi: semplicemente rende partecipe l’altro. Quando dici no, spesso è utile dare all’altro le informazioni necessarie per capire come mai. In questo modo dai al tuo partner la possibilità di immedesimarsi e comprendere il tuo punto di vista. Facciamo un esempio. Dire “non ho tempo” o “non ho voglia” rischia di non essere sufficiente.

Spiegare chiaramente le ragioni del tuo no, non serve a giustificarsi: semplicemente rende partecipe l’altro

Invece, potresti spiegare che sei in difficoltà con il lavoro e che temporaneamente non riesci a occuparti delle faccende di casa come vorresti. O che passare l’unico giorno libero con i suoceri ti pesa perché hai bisogno di un po’ di tempo per te stesso. Se hai bisogno, prenditi qualche minuto (o anche qualche ora) per dare una risposta realmente allineata con il tuo sentire.

Manifestare benevolenza

Saper dire no vuole dire anche essere preparato ad accogliere le reazioni negative dell’altro di fronte al tuo rifiuto. Quando diciamo no, a volte gli altri si sentono feriti. Rimanere benevoli è un atteggiamento che permette di preservare il rispetto reciproco. Nel momento in cui il no rischia di generare un conflitto nella coppia, puoi trovare il modo di disinnescare il problema comunicando in modo sano. Ti invito a imparare alcuni fondamenti di trasformazione dei conflitti.

Accettare il rifiuto degli altri

Quando si impara a dire no, è importante imparare di pari passo ad accettare il fatto che l’altro elemento della coppia può essere scontento del nostro rifiuto. Cosa che può accadere anche quando il tuo no è legittimo e hai fatto del tuo meglio per spiegare le tue ragioni. Potresti aver bisogno di attingere a competenze di comunicazione e gestione delle emozioni più complesse.

Nel frattempo, ricorda che non sei responsabile delle emozioni degli altri ma solo delle tue. Non puoi e non devi controllare tutto. A volte, può essere necessario fare un passo indietro e prendere le distanze dal comportamento altrui.

Non sei responsabile delle emozioni degli altri ma solo delle tue

Trovare insieme delle soluzioni

Sii pronto ad ascoltare gli argomenti dell’altro di fronte al tuo rifiuto. Consentirà anche a te di metterti nei suoi panni. E potreste trovare insieme delle soluzioni soddisfacenti, nelle quali ognuno è rispettato nei suoi bisogni e limiti.

In altre occasioni, puoi dire sì anche se vorresti dire no, dopo averci pensato con attenzione, perché le circostanze sono eccezionali e il benessere dell’altro e della coppia è tra le tue priorità.

Empatia e gentilezza, sempre

La gentilezza verso te stesso e la gentilezza verso l’altro permettono di creare e mantenere un rapporto di fiducia.

Mentre aspetti che la persona elabori il tuo no, continua a essere leale e degno di fiducia. Così facendo aumenterai ulteriormente la tua credibilità. Impegnati a onorare le promesse fatte. Più sei affidabile nell’onorare gli impegni presi, più i tuoi no saranno legittimi e accolti con serenità.

Impegnati a onorare le promesse fatte

Imparare a dire no in coppia

Molti di noi hanno ereditato la convinzione che vivere in coppia richieda sacrifici. Tanti sono abituati a pensare che non si possono rispettare totalmente nella relazione a due. Pensando di non avere scelta, ci rassegniamo a dire dei falsi sì. Così facendo perdiamo l’opportunità di migliorare la situazione. Negli anni, la relazione ricca di potenziale, iniziata nel piacere di condividere momenti preziosi di amore e gioia, può diventare tesa, oberata da scontri, doveri e frustrazioni. Di sicuro nessuno dei due partner ambiva a questo risultato…

Se la tua relazione di coppia è arrivata a questo stadio o sta pericolosamente viaggiando in quella direzione, ti suggerisco un modo per ribaltare la situazione. Di comune accordo, potreste decidere di inventare un altro modo per stare in coppia. Potreste individuare un obiettivo comune. Sperimentare cosa accade se ognuno sta attento a rispettarsi pienamente nella relazione.

Imparare a dire no può diventare una nuova avventura da vivere insieme.